De Stefano a Fini: “Gli uomini passano ma le idee restano”

Di seguito vi proponiamo la lettera aperta di Maria Paola De Stefano, ex esponente giovanile di Alleanza Nazionale ed oggi rappresentante del laboratorio politico della destra, rivolta a Gianfranco Fini, in occasione della visita dell’ex presidente della Camera ad Avellino: “Caro Gianfranco Fini, lunedì sarai nuovamente ad Avellino. ricordi l’entusiasmo, quella Via Matteotti che non riusciva a contenere le persone o via de Conciliis vestita di tricolori? Questa volta lo scenario è diverso, ma a…

Di seguito vi proponiamo la lettera aperta di Maria Paola De Stefano, ex esponente giovanile di Alleanza Nazionale ed oggi rappresentante del laboratorio politico della destra, rivolta a Gianfranco Fini, in occasione della visita dell’ex presidente della Camera ad Avellino: “Caro Gianfranco Fini, lunedì sarai nuovamente ad Avellino. ricordi l’entusiasmo, quella Via Matteotti che non riusciva a contenere le persone o via de Conciliis vestita di tricolori? Questa volta lo scenario è diverso, ma abbiamo deciso di esserci comunque. Quelli di sempre. Chi per anni ha montato i palchi dai quali parlavi, ha preparato le coreografie, ha annunciato i tuoi comizi, ha sventolato fiero le bandiere. Chi ti sognava a capo della repubblica presidenziale italiana.
Chi ha continuato a darti fiducia anche quando ci conducevi in percorsi che non ci convincevano, quando sceglievi come nostri compagni di viaggio, spesso anteponendoli a noi, persone che nulla avevano a spartire con la nostra identità. Abbiamo visto la nostra casa invasa e ci siamo messi in un angolo ,in disparte, a guardare. E questa è stata la nostra colpa più grande. Qualcuno è andato via, sbattendo la porta. Ma fino a quando quella casa esisteva, avevamo comunque, un punto di riferimento. Poi d’improvviso, dalla sera alla mattina, le sedi chiuse, il partito smantellato.
Sai bene che tanti, tantissimi, pur di continuare a tenere aperta la porta di una sezione hanno fatto grandissimi sacrifici, qualcuno ci ha rimesso la vita. Le ricordo ancora, le facce di quegli anziani che dopo aver riscosso la pensione, venivano in sezione a lasciare un contributo, quando per strada vendevamo il Secolo d’Italia, biglietti delle lotterie, sempre alla ricerca di nuovi espedienti per autofinanziarci. Vedi ,ancora una volta il tuo arrivo sarà l’occasione per ritrovarci, anche se a spingerci saranno motivazioni diverse. Noi ci siamo ancora, perché l’enorme bagaglio di esperienze umane e politiche, espresso in decenni di presenza e militanza non può essere spazzato via così. Un grande abbraccio a Raffaele Gregorio che festeggia mezzo secolo d’impegno politico.
Auguri, camerata Gregorio. Perché sai, FINI, noi abbiamo continuato a chiamarlo così, anche quando tu hai bandito questo termine, per un senso di affetto e perché non ci siamo mai vergognati, né abbiamo avuto rimorsi per ciò che siamo stati. Oggi siamo sparpagliati, ma ci lega l’amore per delle idee che non tramontano mai, la medesima concezione della vita e della politica . Ciò che ci unisce è molto più profondo di ciò che ci tiene lontani solo che spesso non ce ne rendiamo conto. Se ti guardi intorno oggi vedrai quello che una volta era il tuo popolo, ciò che siamo stati, ciò che siamo diventati e ciò che non siamo riusciti ad essere. Chi ha scelto di appartenere a questo mondo sa di far parte di una storia che non può finire perché vedi Gianfranco Fini, gli uomini passano; ma le idee restano… E continuiamo a camminare sulle gambe di altri uomini”.

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