D’Amelio: “Enti locali fondamentali per Mezzogiorno”

D’Amelio: “Enti locali fondamentali per Mezzogiorno”

«Senza il protagonismo delle autonomie locali né il Mezzogiorno né il Paese avranno un futuro, perché si minerebbe quella Unità del Paese, di cui con fierezza il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in queste settimane sta sottolineando la imprescindibilità». E’ quanto ha affermato questo pomeriggio a Zungoli Rosetta D’Amelio, a margine di un incontro con gli amministratori locali, gli imprenditori e i cittadini del comprensorio ufitano. Dopo aver ascoltato ad Atripalda il discorso pubblico tenuto da Vincenzo De Luca, la candidata al Consiglio regionale del Pd si è recata in Ufita per una serie di assemblee organizzate sul territorio. Rosetta D’Amelio ha parlato a Zungoli della necessità di rilanciare il ruolo dei piccoli Comuni, che ha definito “la spina dorsale della nostra Italia”, citando Carlo Azeglio Ciampi. «Quasi il venti per cento della popolazione italiana vive nei piccoli centri e, in particolare in Irpinia, queste comunità costituiscono la metà dell’intera provincia. Si tratta di lavoratori, imprenditori, professionisti, famiglie e cittadini, che lavorano e producono, contribuendo in maniera determinante al benessere e al progresso del Paese. Eppure, il centralismo asfissiante di questo governo nazionale li sta escludendo progressivamente dai processi decisionali che riguardano il proprio futuro, oggi sempre più preda di piccole oligarchie». Per Rosetta D’Amelio il rischio è la progresiva dismissione di intere fette di territorio, destinate alla desertificazione. «Lo spopolamento in queste realtà non è conseguenza soltanto della mancanza di lavoro per i giovani, ma anche della cancellazione dei servizi, dalla scuola alla sanità, fino al controllo del territorio». Per la candidata del Pd «la direzione impressa all’Italia dal governo Berlusconi porterà rapidamente alla polverizzazione delle piccole autonomie locali, quindi alla liquidazione della storia e dell’identità della nostra terra, soprattutto al Sud». La D’Amelio punta l’indice contro quello che definisce “il centralismo imposto dal Centrodestra”, che «commissaria i territori sui servizi essenziali, oltre che sulle emergenze e i grandi eventi, togliendo respiro al potere democratico dei cittadini». Parlando della necessità di completare il percorso avviato del federalismo, introdotto dal Centrosinistra nel 2001, prima di essere ratificato dal Popolo italiano con un referendum nello stesso anno, la D’Amelio ha sottolineato il momento difficile per la Democrazia italiana. «Dividere il Nord dal Sud, come stanno facendo Berlusconi e la Lega, le città dalle zone rurali, significa riportare indietro l’orologio della civiltà nel nostro Paese, intaccando la tenuta democratica nazionale». In questo senso, difendendo e sottolineando la «necessità di dare prestigio al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia», ha rilanciato una politica regionale «di sostegno ai piccoli Comuni, garantendo copertura ai servizi essenziali, a cominciare dalla Sanità e dagli uffici amministrativi decentrati, ma anche risorse per gli investimenti sulle infrastrutture, l’istruzione e il turismo, vocazione che in Irpinia accompagna decine e decine di realtà, immerse in cornici paesaggistiche di assoluto pregio». Infine, commentando alcune dichiarazioni del candidato del Centrodestra Stefano Caldoro, la D’Amelio è intervenuta sul presunto “sfascio della sanità”, affermando: «Mi par davvero strano che oltre a non essere attento a chi candida nelle sue liste, il candidato della Destra non si accorga di quali alleati lo accompagnino: lo “sfascio” di cui parla certo non è ascrivibile a chi oggi si presenta all’elettorato in questo Centrosinistra…».

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