Accertamenti diagnostici, Caldoro risponde a Nappi

“La Regione Campania potrebbe destinare maggiori risorse agli accertamenti diagnostici, potenziando le strutture pubbliche e consentendo limitati incrementi dei tetti di spesa imposti alle strutture private, mirati alle aree di assistenza più appropriate ma, come è noto, è fortemente ostacolata dal blocco del turn over e dalla Spending Review”. Lo ha scritto il Presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, nella risposta all’interrogazione presentata dal Consigliere regionale Sergio Nappi,…

“La Regione Campania potrebbe destinare maggiori risorse agli accertamenti diagnostici, potenziando le strutture pubbliche e consentendo limitati incrementi dei tetti di spesa imposti alle strutture private, mirati alle aree di assistenza più appropriate ma, come è noto, è fortemente ostacolata dal blocco del turn over e dalla Spending Review”. Lo ha scritto il Presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, nella risposta all’interrogazione presentata dal Consigliere regionale Sergio Nappi, con la quale l’esponente di Forza Italia aveva sollevato il problema dell’esaurimento del budget previsto per la copertura dei costi dei servizi diagnostici erogati dalle strutture private convenzionate. Una condizione che, secondo Nappi, penalizza in particolare i pazienti che versano in condizioni di indigenza e si vedono costretti a ricorrere alle strutture pubbliche, già oberate in ragione della mancanza di personale e del blocco del turn over.”
A tal riguardo, il Presidente della Giunta ha fatto sapere che “l’Amministrazione regionale ha promosso nelle opportune sedi politiche una modifica della normativa vigente, che consenta alle regioni che hanno raggiunto l’equilibrio economico finanziario – come la Campania – sia di derogare ai rigidi vincoli della spending review, sia di poter coprire le esigenze non più differibili di personale delle aziende pubbliche.”
“Mi auguro – ha commentato Nappi – che il Governo di centrosinistra accolga rapidamente la richiesta del Presidente Caldoro, alla luce degli ottimi risultati ottenuti sul versante del risanamento dei conti. La Campania è riuscita, infatti, ad azzerare l’ingente deficit annuo della sanità che ammontava a 773 milioni nel 2009, registrando nel 2013 un avanzo di 7 milioni. L’Esecutivo nazionale non può non prendere atto, inoltre, l’abbattimento dell’enorme debito accumulato dalle aziende sanitarie che ammonta a 8 miliardi di euro.”
“Se così non fosse – chiude Nappi -, se il Governo Renzi non accettasse le indicazioni di Caldoro, sul centrosinistra graverebbe non solo la responsabilità per la voragine nella quale aveva fatto precipitare la sanità campana, ma anche le difficoltà nelle quali versano ora i pazienti che, nonostante l’opera di risanamento operata dal Centrodestra, si vedono costretti a pagare gli esami diagnostici o a sottoporsi ad attese estenuanti per ottenere tali servizi dalle strutture pubbliche.”

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