Ines Fruncillo chiede un’azione comune per frenare lo spopolamento: sostegno alle imprese, formazione e nuovo lavoro per consentire ai giovani di restare o tornare.
Ogni giovane che lascia l’Irpinia porta con sé conoscenze, professionalità e risorse costruite attraverso gli investimenti delle famiglie e del sistema scolastico locale. È il punto dal quale parte l’intervento della presidente provinciale di Fratelli d’Italia ad Avellino, dedicato alla fuga delle nuove generazioni dalle aree interne.
Secondo l’esponente politica, le partenze non rappresentano soltanto un problema demografico. A impoverirsi sono anche il tessuto economico, la disponibilità di competenze e la capacità dei territori di progettare il proprio futuro. Una questione che, nella sua analisi, non può essere affrontata separatamente dai diversi livelli istituzionali.
Tante le storie
Fruncillo richiama le esperienze di Roberto, architetto irpino, di Alessia, laureata in Economia e specializzata nel settore amministrativo, e di Fabio, giovane imprenditore. Tre percorsi differenti, accomunati dalla decisione di cercare altrove occasioni professionali non trovate nel territorio d’origine.
Le loro storie vengono indicate come esempi di un fenomeno più ampio, che riguarda numerosi giovani formati nelle scuole e nelle università e successivamente trasferiti verso le grandi città, il Nord Italia o l’estero.
Il problema si inserisce nel più generale declino demografico delle aree interne. Nel 2025 la provincia di Avellino avrebbe perso quasi duemila residenti, confermando una tendenza alimentata sia dal saldo naturale negativo sia dai trasferimenti verso altri territori.
La richiesta alle istituzioni
Per l’esponente politico non è più sufficiente descrivere quella che definisce un’emorragia di persone e competenze. Regione Campania, Provincia di Avellino e amministrazioni comunali dovrebbero costruire una strategia condivisa, superando interventi occasionali e iniziative isolate.
Le priorità indicate riguardano la creazione di opportunità di lavoro e formazione, il rafforzamento delle attività produttive già presenti e l’agevolazione di nuove iniziative imprenditoriali. L’obiettivo è rendere il territorio competitivo non soltanto sul piano economico, ma anche nella qualità dei servizi e delle prospettive offerte.
La necessità di politiche coordinate è al centro anche della strategia per l’Alta Irpinia, area caratterizzata dalla presenza di numerosi piccoli comuni e da difficoltà legate alla distanza dai servizi essenziali e dai principali centri economici.
Restare deve diventare una scelta
Il nodo politico posto dalla presidente provinciale di Fratelli d’Italia riguarda la libertà di scelta. I giovani devono poter partire per studio, esperienza o ambizione personale, ma non essere costretti ad abbandonare l’Irpinia per l’assenza di alternative.
Allo stesso modo, chi ha acquisito competenze fuori dalla provincia dovrebbe trovare condizioni favorevoli per tornare, investire e costruire un percorso professionale nel territorio d’origine.
Il contrasto allo spopolamento, nella posizione espressa da Frongillo, passa quindi dalla capacità delle istituzioni di trasformare le aree interne in luoghi nei quali sia possibile progettare una vita. Non soltanto territori da tutelare, ma comunità nelle quali lavoro, formazione e impresa possano tornare a rappresentare prospettive concrete.


