Il rilancio del commercio arianese passa da due parole chiave: programmazione e coinvolgimento. È questo il messaggio emerso dall’incontro promosso da Mario Ferrante, candidato sindaco del centrodestra alle comunali di Ariano Irpino, con le principali organizzazioni di categoria della città. Un confronto ospitato nella sede del comitato elettorale di via Cardito, pensato non come un appuntamento formale, ma come l’avvio di un metodo di governo fondato sull’ascolto di chi ogni giorno tiene aperte saracinesche, attività, servizi e presìdi economici nel tessuto urbano.
Il commercio come motore della città
Al tavolo con Ferrante hanno partecipato rappresentanti di UCA, CONFIAP, AMPIT, Confcommercio, Ho.Re.Ca., CIA e del Centro Commerciale Ariano Centro Storico. La presenza delle sigle del settore ha dato al confronto un valore politico e operativo: il commercio non è stato trattato come un comparto marginale, ma come una leva decisiva per restituire vitalità, attrattività e ordine alla città.
Il candidato sindaco ha ascoltato richieste, criticità e proposte arrivate da chi vive quotidianamente le difficoltà del mercato locale. Al centro del dibattito sono finite la necessità di una programmazione stabile degli eventi, il bisogno di rendere più accessibile il centro cittadino, il rafforzamento del trasporto pubblico locale e una visione capace di superare la logica degli interventi episodici.
Eventi, tipicità e attrattività
La proposta avanzata da Ferrante guarda a una città viva durante tutto l’anno, non soltanto nei mesi dell’estate arianese. L’obiettivo è costruire un calendario capace di valorizzare le eccellenze enogastronomiche, le produzioni tipiche, le tradizioni locali e il patrimonio commerciale della città. Settimane dedicate al gusto, alle identità produttive e alle peculiarità del territorio possono diventare, nella visione del centrodestra, strumenti concreti per riportare persone nelle strade, rafforzare il centro storico e sostenere le attività.
Non si tratta solo di organizzare manifestazioni, ma di costruire un sistema. Per Ferrante, gli eventi devono essere programmati per tempo, condivisi con gli operatori e inseriti in una strategia più ampia di promozione cittadina. Una città attrattiva, infatti, non nasce dall’improvvisazione, ma da una cabina di regia capace di mettere insieme amministrazione, commercianti, associazioni e mondo produttivo.
Viabilità e servizi per sostenere le attività
Nel confronto è emerso anche il tema della mobilità, decisivo per una realtà come Ariano Irpino. Facilitare l’ingresso in città, rendere più ordinati i flussi, migliorare i collegamenti e potenziare il trasporto pubblico locale significa creare condizioni più favorevoli per chi lavora, per chi acquista e per chi arriva dai territori vicini.
Il commercio, nella proposta di Ferrante, deve essere sostenuto non solo con iniziative promozionali, ma anche con scelte amministrative chiare su viabilità, parcheggi, accessibilità e servizi. Una città più semplice da raggiungere e da vivere diventa anche una città più competitiva.
Il metodo Ferrante
«Daremo risposte certe e in tempi brevi e applicheremo un nuovo metodo di azione caratterizzato da coinvolgimento e partecipazione dei commercianti», ha dichiarato Mario Ferrante al termine dell’incontro. Una frase che riassume il taglio dell’impegno assunto davanti alle categorie: meno decisioni calate dall’alto, più confronto stabile con chi conosce problemi e potenzialità della città.
La candidatura di Ferrante, sostenuta dal centrodestra, si colloca in una competizione amministrativa che vede in campo tre candidati alla carica di sindaco: Mario Nicola Vittorio Ferrante, Roberto Cardinale e Carmine Grasso. La coalizione a sostegno di Ferrante comprende cinque liste: Insieme per Ariano-Liberi e Forti, Azione-Calenda, Fratelli d’Italia-Ferrante Sindaco, Forza Italia e Patto Civico.
Il confronto con i commercianti conferma così una linea precisa: partire dai bisogni reali della città per costruire un’amministrazione più vicina alle categorie produttive. Per Ariano Irpino, la sfida non è soltanto riaccendere le vetrine, ma restituire fiducia a un settore che può tornare a essere protagonista dello sviluppo urbano.

