Elezioni Regionali, cresce il consenso intorno a Petitto: Un boomerang per il PD

Abbiamo intervistato Livio Petitto, candidato alle regionali con la lista DAVVERO a sostegno di De Luca.

  • Petitto le piazze e i locali registrano bei numeri quando arriva lei. A cosa è dovuto questo consenso?

Intanto grazie per questo spazio. Sono contento di questo calore umano, di questo fermento. Spesso incontro gente semplice, persone oneste che non sanno a chi raccontare anche le esigenze più semplici.

La nostra gente, quella che la mattina si alza per portare a casa il pane e non ha santi in paradiso. Mi creda, è per questa gente che l’Irpinia deve tornare competitiva.

Abbiamo sprecato grandi occasioni per questa terra e ci siamo distratti troppo dalle vere esigenze della nostra gente.

  • Quindi ora il suo pensiero è puramente socialista?

La mia formazione è cresciuta nel pensiero popolare ma guarda sicuramente a un benessere collettivo, soprattutto per la mia gente.

Vede, noi dobbiamo riscoprire la nostra identità. Dobbiamo riscoprirci fieri di essere irpini. Un tempo eravamo il faro della politica, della ricettività, del folklore.

Ora siamo il fanalino di coda della Campania in molti settori, nonostante le nostre ricchezze.

L’esclusione dal PD è stata un duro colpo nel cuore della notte. Lo ha superato?

No. Non glielo nego. Sarei un bugiardo. Ma questa ferita la porto dentro e ogni giorno mi da la forza di andare avanti, di battermi affinché questo non accada più ad altri.

Alle future generazioni che vogliono affacciarsi alla politica e credono nelle loro idee.

  • Un colpo che comunque le ha portato vantaggio. Non è vero?

Ho ricevuto l’affetto di molte persone, di molti amministratori e militanti del PD.

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Mai nella storia politica era successo tanto.

Una lettera scritta nel cuore della notte minacciando il ritiro della candidatura se fossi stato scelto io. Un fatto senza precedenti.

Hanno deciso così, non ho potuto oltre, ma la gente ha seguito passo dopo passo questa vicenda e ora ha una consapevolezza diversa nei confronti di una certa politica.

Ma lei è sempre del PD?

Io sono nato e mi sono formato nel PD. Posso raccontare la storia. Gli altri possono ascoltarla.

Si riferisce a Petracca?
Mi riferisco a coloro che oggi godono di un simbolo che non hanno conquistato.

Ma la prego, parliamo di progettazione. Parleremo del PD dopo il 21.

Un’ultima domanda, prima di cambiare capitolo: una dichiarazione su D’Amelio?

Cosa vuole che le dica? Chieda alla gente dell’alta Irpinia.

Chieda se hanno un’idonea connessione a internet, come sono messe le scuole, il turismo, le infrastrutture e le politiche di welfare.

E lei come risolverebbe queste mancanze?

Guardi, il lavoro è tanto ma serve percorrere due strade.

La prima è quella di costruire, immediatamente, una squadra di tecnici pronti ad accelerare i processi di sviluppo delle aree interne. Un team che faccia capo agli organi istituzionali ma che abbia larga capacità di gestione.

La seconda strada è l’individuazione di capitali da destinare a giovani imprenditori, under 40, pronti a investire nei loro paesi o a rimodulare le proprie attività in base alle nuove esigenze di mercato. Capitali a fondo perduto per riavviare l’economia locale e le assunzioni nel mercato della tech economy.

Ecco. Noi dobbiamo essere vicini a chi ha idee e ha bisogno di supporto. Tutti i nostri ragazzi che vorrebbero avviare una micro impresa o una start up …Possibilmente green come il nostro territorio.

  • E per i grandi imprenditori o gli industriali?

Le dico solo che stabilimenti importanti, grandi marchi presenti sul territorio, non hanno internet, non hanno risposte concrete da una politica locale che dovrebbe essere al servizio di chi crea occupazione.

Se un imprenditore vuole investire noi gli dobbiamo spalancare le porte. Ma non a chiacchiere, dobbiamo garantire a costoro soluzioni efficaci in termini di agevolazioni; misure mirate per facilitare l’ampliamento delle realtà industriali locali.

Ho letto molta rabbia e delusione negli occhi degli imprenditori che ho incontrato.

Avrebbero buone ragioni per lasciare questo territorio, se non lo fanno è perché hanno un forte senso umano.

Petitto un grave problema in Irpinia è lo spopolamento. Cosa propone nel suo programma elettorale?

Un problema che riguarda le aree interne ma noi abbiamo gli strumenti per arginare questa emorragia e sono strumenti naturali. Partirei dalla cultura, dalle arti, dal pensiero.

Noi viviamo in un teatro di tradizioni, usi, costumi. I nostri borghi caratteristici hanno ospitato artisti e ispirato poeti.

Ad Ariano Irpino, ad esempio, c’è un appuntamento straordinario: il folk festival. Gente da ogni dove per danzare le sonorità del mondo.

E poi lo Sponz Fest o il Gesualdo Folk Event o anche Irpinia Terra Madre, Castellarte o CanalArte.

Questi sono laboratori di arti che devono essere sostenuti perché così facendo sosteniamo i giovani, diamo loro motivo di rimanere se questi eventi hanno una programmazione annuale. Succede altrove, non mi invento nulla.

Dobbiamo solo puntare su questi eventi culturali, sostenerli e dar loro la possibilità di animare questo territorio. Infine c’è un’altra risposta alla sua domanda e trova spunto sempre dalla cultura.

Avellino non ha un’università. È l’unica provincia campana a non avere il suo ateneo. Sa cosa vuol dire avere un’università nostra? Significa avere studenti, servizi, appuntamenti culturali, lavoro.

  • Cosa direbbe a un cittadino per convincerlo a votare lei?

Gli direi di guardarsi intorno. Di ammirare il grande patrimonio naturalistico e umano di un’Irpinia da riscoprire e da riprogettare.

Come dico sempre: non regaliamo il futuro a chi ci ha privati del passato e anche del presente.

  • In bocca al lupo Petitto.

Viva il lupo.

“Messaggio politico elettorale”

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