Amministrative, Solofra. Guadagno: “Acqua e depurazione, i problemi non si risolvono con gli spot”

Acqua e depurazione, questi i due argomenti al centro dell’intervento di Amedeo Guadagno candidato alla carica di consigliere comunale tra le fila di “Continuiamo Solofra”. Innanzitutto l’acqua. “Non scopriamo niente di nuovo se diciamo che l’acquedotto di Solofra è vecchio e con un alto tasso di perdite idriche. La scelta ottimale è quella di rifarlo ex novo. Ci vorrebbe un investimento di un importo superiore decine di volte a quello previsto per il parcheggio di piazza Marello. Diciamole tutte le verità! Si può invece realizzarlo comunque , ma a tappe , redigendo un progetto generale per l’acquedotto al quale rifarsi per ogni intervento straordinario sulla rete. La prima cosa da fare: individuare il punto dove dovrà essere ubicata la torre piezometrica unica e procedere alla sua realizzazione e ai collegamenti con la rete. Solo così, pur non sostituendo un solo metro dell’attuale rete, avremo la certezza che in caso di guasto ad una stazione di emungimento, la distribuzione dell’acqua su tutto il territorio comunale sarà comunque garantita dalla presenza degli altri pozzi funzionanti. Oggi, con il nuovo pozzo abbiamo la garanzia che in termini di portata e quindi del volume di acqua disponibile siamo tornati alla situazione precedente alla scoperta dell’inquinamento della falda , alla situazione pre-crisi”.

Ed ancora. “L’impianto di depurazione, in questo momento, per chi non conosce la situazione, è collegato alla rete acquedottistica comunale prelevando almeno 150 mc di acqua al giorno. Molto presto, entro fine luglio, sarà avviato l’impianto a carboni attivi sul pozzo aziendale e ciò consentirà al depuratore di staccarsi dall’acquedotto e il volume di acqua di almeno 150 mc al giorno sarà destinato alla distribuzione civile . Resta ormai l’ultradecennale problema della pressione dell’acqua che riguarda quella parte della città che è stata edificata al di sopra del livello dei serbatoi. Una soluzione concreta potrebbe consistere nella realizzazione di un provvisorio torrino piezometrico non più alto di 10 metri al di sopra del livello dei serbatoi della Scorza”.

“La nuova stagione di collaborazione, che il nostro Sindaco ha fortemente e tenacemente perseguito con il nuovo Governo regionale, porterà sicuramente alla individuazione di procedure più snelle e veloci delle attuali per lo sblocco delle decine di pozzi aziendali al momento inutilizzati. Il progetto dell’acquedotto industriale separato da quello civile è una ottima idea e speriamo che possa essere avviato quanto prima”.

“La seconda questione importante è il recupero del potere contrattuale di Solofra. Molti mi pongono la stessa domanda: perché ce l’hanno con Solofra? La mia risposta è sempre stata che non ce l’hanno con Solofra. Semplicemente è venuto meno il suo potere contrattuale da quando, 11 anni fa, il Comune di Solofra e gli industriali sono stati estromessi dalla gestione del depuratore a servizio della zona industriale. Prima col commissario di governo, il generale Jucci poi con la regione. I conciatori solofrani, col tempo, sono stati impossibilitati a far sentire la loro voce, rassegnandosi e senza una valida motivazione a subire che altri gestissero una parte importante del loro ciclo produttivo . Il depuratore. In qualità di dipendente di quella struttura, l’ho vissuta da vicino l’intera vicenda”.

“Ho assistito alla graduale demolizione del potere contrattuale di Solofra a vantaggio degli altri comuni del comprensorio, soprattutto nel periodo in cui era presente il commissario di Governo, dal 2006 al 2010 e poi durante il governo di centrodestra della Regione. In breve tempo Solofra è diventata il punto focale in negativo dell’Alto Sarno”.

“Dobbiamo allentare il più possibile la morsa della burocrazia che soffoca le imprese e che complica l’applicazione pratica delle norme e dei provvedimenti giudiziali. Esempio: le acque di spruzzo. A causa della burocrazia, a più di un anno di distanza dalla sentenza del tar che aboliva l’obbligo della loro segregazione, ad oggi sono poche le aziende che ne hanno visto i benefici per la mole enorme di documenti, richieste e dichiarazioni inutili, pretese dall’ Ente D’Ambito. L’amministrazione comunale deve garantire il controllo e la vigilanza del territorio a tutela della salute dei cittadini e con accordi programmatici con gli organi preposti”.

“Deve essere formata una unità di controllo e intervento costituita da persone qualificate e soprattutto abilitate alla effettuazione del prelievo. Perché è questo il vero collo di bottiglia. Il tempo necessario all’arrivo sul posto dell’Arpac per il prelievo. Il gestore della fognatura piovana –il Codiso, per intenderci- deve poter disporre di risorse umane e mezzi moderni e deve dotarsi di uno specifico regolamento per gli utenti anche di quella fognatura. Per tutti gli scarichi diretti in Solofrana deve essere stabilito in un protocollo di intesa un programma di controllo serrato, la presenza di tecnici qualificati nominati dal Comune e la collaborazione con la unità di controllo”.

“Per quanto riguarda la fognatura industriale il Comune deve promuovere una intesa con la Regione che è l’interlocutore nella zona industriale sia per la rete fognaria industriale sia per il depuratore affinchè si proceda ad una profonda ispezione della rete fognaria industriale al fine di individuare eventuali criticità e si provveda alla loro eliminazione. Tutto questo significa prima di tutto avere rispetto per i cittadini ma anche contribuire seriamente insieme ad altre scelte contenute nel programma amministrativo per la zona industriale a stimolare investimenti, attirare capitali, a creare occupazione e ricchezza. Perché non mi risulta che il Prefetto nel giorno del giuramento consegni al nuovo Sindaco la dote costituita da centinaia di posti di lavoro in modo che possa distribuirli tra i cittadini”.

“Tutti sanno l’importanza che il depuratore ha per Solofra e per gli imprenditori solofrani. Per cui sono maturi i tempi per una intesa con la Regione al fine di stabilire una volta per tutte le competenze, le responsabilità e le modalità di partecipazione alla gestione di importanti infrastrutture ubicate nel territorio comunale che sono vitali per l’economia della Città. Non basta semplicemente manifestare la volontà di gestire l’impianto di depurazione per farlo. Bisogna conoscere che cosa si andrà a gestire e con chi. Sono tanti i punti da definire e bisogna farlo subito quando è ancora la regione l’interlocutore anche per il depuratore di Mercato S. Severino”.

Dopo aver compiuto questi passaggi secondo Guadagno sarà possibile volgere lo sguardo a quanto accade a valle di Solofra. Ad esempio nel periodo di lavorazione del pomodoro. “Così si capirà che se fino ad oggi sono stati fatti controlli solo su Solofra è perché solo a Solofra era possibile individuare qualcosa da controllare. Si scoprirà che mentre a Solofra si cammina sul nudo pavimento di piastrelle gli altri paesi hanno il loro pavimento coperto da un bel tappeto sotto al quale sono stati accumulati anni e anni di spazzatura e che è giunto il momento di sollevarlo e di fare pulizia. La proposta del Sindaco Bianchino di coinvolgere l’esercito è una cosa buona purchè i controlli con l’esercito, forze dell’ordine, rappresentanti comunali ed esperti che non provengano da esuberi di enti nazionali e regionali inutili, avvengano con tutte le luci accese su tutti i territori dell’Alto Sarno. Altro che marce. Noi vogliamo fare le cose serie! Questa è la sfida!”

“Io vi chiedo, conclude Guadagno, di darmi la possibilità di mettere a disposizione la mia esperienza e la mia passione assieme alla vostra collaborazione e far diventare Solofra quella città che ho conosciuto oltre 30 anni fa quando era evidente l’orgoglio e la soddisfazione di appartenere a questa terra da parte dei suoi cittadini”.

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