L’inspiegabile morte del Senatore Carmine Mensorio

di Pierluigi Vergineo

Il senatore Carmine Mensorio era il mio professore di Anatomia all’Università di Napoli. Era un uomo brillante, intelligente e coraggioso. Di umili origini contadine era orgoglioso del suo passato. Giovanissimo diventa un apprezzato chirurgo ospedaliero. Vince subito il concorso per professore ordinario di Anatomia (in Italia il più giovane). Diventa Presidente dell’ISEF (Istituto superiore di Educazione Fisica che grazie al suo impegno diventerà corso di laurea),

Grande tifoso del Napoli  aveva spesso atteggimenti guasconi e istrionici. Era onestissimo Carmine Mensorio. Non si era arricchito con la politica. Nonostante le vagonate di voti che portava alla democrazia cristiana   (consigliere regionale nel 1975, deputato dal 1979 al 1992 con oltre centomila preferenze, senatore con il CCD di Clemente Mastella nel 1994) era avversato dai Gava.

Anche la Camorra lo odiava tanto che nel 1992 uccise il suo delfino e  carissimo amico Pietro Trombetta (medico, consigliere comunale di Marcianise e professore dell’ISEF). Solo recentemente, nel mese di gennaio 2019 sono stati condannati a 20 e 30 anni di reclusione i killer del clan Belforte di Marcianise grazie ai verbali ed alle dichiarazioni di Bruno Buttone (finalmente è stata fatta luce su questo “cold case”).

Mensorio era uscito indenne dalla bufera di Tangentopoli dei primi anni novanta. Purtroppo nel 1996 si ritrovò indagato per una presunta affiliazione alla camorra. Secondo l’accusa dei pentiti (Pasquale Galasso e Carmine Alfieri) aveva favorito la cooperativa di Vigilanza dei fratelli Buglione per un appalto al CIS di Nola. Venne richiesto l’arresto ma il Senato, vista l’insussistenza delle prove (solo le parole dei pentiti senza alcun riscontro oggettivo), respinse a larghissima maggioranza (143 no contro 78 si).

Con lo scioglimento delle Camere, non venendo rieletto (sia l’Ulivo  che il Polo rifiutano la sua candidatura) perde l’immunità. A causa dello scandalo e della feroce campagna giustizialista  ottiene “solo” 13.642 preferenze.

Sapendo che non sarebbe uscito vivo dal carcere di Poggioreale (era a conoscenza di troppi segreti) si rese latitante scappando in Grecia. I suoi ottimi avvocati (Vittorio Fucci senior -junior e avv.to Tuccillo) riescono a dimostrare che il pentito Carmine Schiavone aveva dichiarato il falso. Il camorrista di Casal di Principe si era vantato di aver fatto parte di una commissione di esami di Anatomia per favorire alcuni suoi raccomandati (fu smentito da decine di studenti e di  docenti universitari). Lo stesso Prefetto Improta, anche lui indagato, confermò di non aver mai favorito la cooperativa dei fratrelli Buglione. Anzi ammise di averla apertamente osteggiata. 

La brillante difesa degli avv.ti Fucci, smontando pezzo per pezzo le fantasiose accuse e le millanterie dei pentiti (schierati con i Gava dicevano di aver fatto confluire migliaia di voti su Mensorio), riuscì a ottenere un revoca parziale dell’ordinanza dal Riesame. In Cassazione il 18 agosto 1996 avrebbero certamente ottenuto una misura di sicurezza alternativa al carcere. Tutta andava bene.

Inspiegabilmente, pochi giorni prima della Cassazione, l’avv.to Erasmo Fuschillo, all’insaputa del collegio di difesa, si recò in Grecia. Il senatore si convinse che costituendosi avrebbe favorito la revoca della custodia cautelare preventiva. I due salirono  sul traghetto Superfast che dalla Grecia arriva ad Ancona. A 4 miglia dal porto italiano scatta l’allarme “uomo in mare”.  L’avvocato Fuschillo ai solenni e affollatissimi funerali a Nola, in una sorta di elogio funebre, stile Shekespeare   in “Ottaviano al funerale di Giulio Cesare”, ripete con forza che Mensorio era depresso e che voleva uccidersi (vedi radio radicale http://www.radioradicale.it/scheda/84078/84238-funerali-del-senatore-carmine-mensorio).

Io però non ci credo. Conoscevo il professore. Lui era come Enzo Tortora. Si sarebbe fermato solo se fosse stato completamente scagionato. Puntualmente, post-morten, fù  assolto sempre grazie al suo collegio di difesa Fucci-Tuccillo (furono tutti assolti).

Successivamente, dopo un anno dall’exitus, furono interrogati dalla Procura di Ancona tutti gli avvocati.  Fucci e Tuccillo non sapevano nulla del suo rientro né consideravano plausibile e logico il suicidio. Il senatore voleva continuare a difendere il tenacemente e con forza il suo onore (aveva in una valigetta un memoriale difensivo di 40 pagine).

Solo l’avv.to Fuschillo ribadì con forza l’ipotesi suicidio.  Lo stesso dichiarò che al momento della precipitazione non era con il professore. Eppure al momento dell’allarme “uomo in mare” disse al Capitano del Traghetto Superfast, d’impulso, al buio, senza sapere nulla, che : “un Senatore della Repubblica italiana si era lanciato in mare”. 

Scrive il giornalista di cronaca nera Bruno De Stefano nel suo libro “101 Storie di Camorra” : “… La Procura di Ancona aprì un’inchiesta ipotizzando che il senatore fosse stato istigato al suicidio da chi aveva interesse affinchè non parlasse….  Il caso Mensorio resta ancora un mistero ”         

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