Investimenti: cosa attendersi dai mercati mondiali nel 2020?

Il mondo degli investimenti attira sempre più utenti pronti a sfruttarne le enormi potenzialità. Il 2019 è stato un anno di alti e bassi anche se non sono mancate le sorprese in positivo.

Ma cosa bisogna attendersi dai mercati mondiali nel prossimo anno?

Secondo i trend per il 2020 dei mercati italiani bisogna essere prudenti e pronti a diversificare gli investimenti. Questo nonostante il buon momento vissuto dalla Borsa Italiana nell’anno che sta per finire. Secondo gli ultimi dati, infatti, Il Ftse Mib ha fatto meglio delle attese e meglio anche di tante altre borse europee. Grazie alla discesa dei tassi dei BTP, a sua volta causata dalla maggiore stabilità politica, i prezzi delle azioni italiane sono riusciti a salire.

Nel nuovo anno i titoli italiani non dovrebbero subire nè una forte crescita nè un crollo dovuto a ritracciamento. Bisogna dunque essere prudenti, come abbiamo detto, ma comunque non conviene vendere le azioni italiane in portafoglio. Ad aiutare c’è anche il miglioramento del contesto generale, ossia se il clima politico in Italia dovesse migliorare e se le indiscrezioni sulla nascita dell’Unione bancaria in Europa dovessero trovare conferma, Borsa Italiane e le piazze europee potrebbero addirittura crescere. Va da se che in questo contesto le azioni italiane dovrebbero quindi garantire ancora una buona performance. Su quali titoli puntare? È bene allargare i propri orizzonti e puntare su elementi micro, come ad esempio l’andamento degli utili, e non su fattori macro come l’andamento dei tassi dei BTP.

Una buona soluzione potrebbe essere rappresentata dai buoni fruttiferi postali o i conti deposito offerti da diversi istituti bancari. I guadagni, però, sono risicati e, al netto delle spese annuali per la gestione e i bolli, il profitto rasenta lo zero. Senza contare che i capitali restano immobili per tempi piuttosto lunghi.

I titoli di Stato, invece, presentano un rendimento basso ma garantito e sicuro. Bisogna poi considerare l’investimento n beni rifugio come diamanti, oro o argento. In particolare, quest’ultimo sfrutta l’onda lunga creata dal rialzo, negli ultimi anni, delle quotazioni dell’oro, generando maggior fiducia in chi intende investire in questo metallo prezioso.

Diamanti e pietre preziose godono invece di quotazioni favorevoli e stabili, essendo slegate dai mercati finanziari.

Gli esperti, inoltre, consigliano in mercati che si ripropongono ciclicamente, e che negli ultimi anni sono stati lasciati in disparte dagli investitori, quali banche, auto e semiconduttori. Con tutte le cautele del caso, specie quando ci si accosta al settore bancario.

Potrebbe essere vantaggioso puntare sui mercati extra europei e, in particolar modo, sui paesi asiatici emergenti, i quali hanno adottato politiche economiche finalizzate all’alleggerimento del costo del danaro. Secondo le prime stime negli ultimi mesi c’è stato un flusso di 23 miliardi di dollari che ha raggiunto queste nuove mete di interesse.

È sempre bene ricordare che investire all’estero non è mai semplice: è, infatti, necessario avere una buona conoscenza delle regolamentazioni e normative del paese ospitante, senza ignorare al contempo la sua situazione geopolitica.

Occhio inoltre ai nuovi mercati, soprattutto quelli in continua espansione negli ultimi anni. Come, ad esempio, il mercato dei prodotti derivati dalla cannabis, utilizzata per fini terapeutici. Il rendimento medio degli investimenti in questo settore è pari al 13% circa, sebbene l’accesso a questi capitali sia ancora molto rischioso, poiché la marijuana è tuttora illegale negli Stati Uniti. Si immaginino i rendimenti se questi limiti dovessero cadere.

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Altro fattore da considerare riguarda i social network che sono in continua espansione. Oltre a Facebook da monitorare Pinterest la cui crescita in termini di utenti attivi si attesta sul 10% annuo, e molti di questi non provengono dagli Stati Uniti, ma da tutto il mondo, segno eloquente che la società attrae il mercato globale.

Uno dei mercati che mantiene costante la sua redditività e crescita è quello farmaceutico e una delle società più redditizie è la Intercept Pharmaceuticals, il cui successo è legato alla tempestività nelle prime mosse.

Analizzando i report delle organizzazioni sanitarie nazionali e globali, individuano quelle malattie non ancora coperte da farmaci specifici, provvedendo alla loro produzione e commercializzazione.

Gli esperti parlano di un anno molto importante e richiamano ai fasti del 1995. Il cambio di rotta della Fed, che tornò ad abbassare i tassi di interesse, rianimò l’economia americana consentendo ai mercati di riprendere a crescere fino alle soglie del nuovo millennio. In questo 2020 che sta per arrivare le condizioni sembrano addirittura migliori. I tassi sono già molto bassi ed il credito non ha mai smesso di essere erogato. Il settore non manifatturiero ha tenuto, preservando i livelli occupazionali e con essi i salari ed i consumi. Il tutto condito da un’inflazione, corrente ed attesa, bassa. Tradotto, significa tassi di interesse bassi a lungo e pochi rischi di un cambio repentino di strategia delle banche centrali.

Almeno nella prima parte, dunque, il 2020 dovrebbe essere un anno molto positivo per le azioni. Non bisogna far altro che attendere e scoprire cosa succederà nel nuovo anno.

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