Ambulatori, studi medici, persone in quarantena: come smaltire mascherine e guanti?

Una delle questioni sorte contestualmente all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da COVID-19 è quella relativa allo smaltimento dei rifiuti ospedalieri, pericolosi e non.

Secondo le cronache recenti i rifiuti ospedalieri sono aumentati oltre il 20% rispetto alla produzione media dei periodi non emergenziali. A darne notizia è la Eco Eridiana, azienda che si occupa dello smaltimento di metà dei rifiuti ospedalieri su scala nazionale, in un articolo su Repubblica. È importante precisare che nel pezzo si chiarisce come questi rifiuti vengano riconvertiti in energia tramite la combustione in termovalorizzatori.

Questo articolo non si rivolge alle strutture sanitarie di alto profilo che certamente rispettano corrette procedure di smaltimento e hanno ricevuto precise disposizioni per fronteggiare l’emergenza. Piuttosto vuole chiarire la questione per i piccoli ambulatori sul territorio, per gli studi dei medici di base e anche per chi si trova in isolamento domestico forzato a causa della positività al coronavirus.n merito alla gestione dei rifiuti l’obiettivo trascritto nel D.P.R. è quello di “diminuirne la pericolosità, favorirne il  reimpiego,  il  riciclaggio e il recupero e ottimizzarne la raccolta, il trasporto e lo smaltimento”.

Come smaltire i rifiuti sanitari?

La risposta dipende, ovviamente, dal tipo di rifiuto. In una normale routine ambulatoriale i vari rifiuti sanitari prodotti non vanno smaltiti tutti allo stesso modo. I guanti, ad esempio, non vengono gettati nella stessa pattumiera delle siringhe.

Ma l’attualità non prevede una situazione normale e, come abbiamo detto in principio, pone il medico di fronte a un uso molto maggiore di guanti e mascherine che vanno smaltite con le dovute precauzioni. È chiaro che dopo ogni utilizzo queste protezioni vadano gettate, evitando con massima attenzione che queste possano venire a contatto con i pazienti. È una precauzione di buon senso che non ha a che fare solo con il COVID-19 ma con il trattamento di ogni patogeno influenzale. Questa accortezza, ad esempio, veniva sottolineata anche nelle linee guida del Ministero della Salute all’epoca del virus influenzale AH1N1v (era il 2009):

“In particolare va ricordata la necessità di lavare le mani ogni volta prima di togliere la mascherina o il respiratore e dopo avere rimosso la mascherina o il respiratore, e di smaltire in modo appropriato mascherina/respiratore usati nella spazzatura, in modo da evitare contatti inavvertiti da parte di altre persone”.

Quindi si può evincere che una normale pattumiera presente nello studio medico possa andar bene a raccogliere queste protezioni usate e da gettare. Trattandosi di una situazione di sovrapproduzione di questi strumenti e volendo essere scrupolosi, come il momento suggerisce, si può considerare la dotazione di un contenitore apposito, rispondente alla normativa 254/2003.

Parliamo, ad esempio, di apposite scatole in cartone monouso o secchi tronconici in polipropilene. Per maggiori dettagli tecnici sui contenitori per rifiuti a rischio infettivo rimandiamo alle descrizioni dettagliate delle varie tipologie di articoli proposti da un distributore specializzato.

Le linee guida per chi è in isolamento forzato

Per quanto riguarda la quarantena domestica, e l’ancora più stringente situazione di chi ha effettuato il tampone e ottenuto esito positivo, le regole ministeriali sono le seguenti:

  • Smettere di differenziare;
  • Utilizzare più sacchetti uno dentro l’altro per una sola pattumiera destinata all’indifferenziata;
  • Tutto, dagli scarti di cibo alle mascherine, va nell’indifferenziata;
  • Smaltire i sacchetti come normali rifiuti, da riporre ovviamente nell’indifferenziata;
  • Bisogna tenere gli animali domestici lontani dai sacchetti.

La regola del non differenziare non vale invece per chi è comunque in quarantena ma senza alcuna positività al virus. In questo caso valgono solo le regole di buon senso: gettare guanti e mascherine usate nell’indifferenziato e usare più sacchetti per contenere quel tipo di rifiuti.

Francesco Pizzigallo

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