Parere contrario dell’amministrazione sull’impianto proposto dal Centro Diagnostico Baronia nella zona ASI: stoccaggio, sicurezza antincendio, VIA e rischio Seveso tra i nodi aperti.
Il Comune di Solofra conferma la propria contrarietà, allo stato degli atti, al rilascio dell’Autorizzazione Unica per l’impianto di recupero di rifiuti plastici proposto dalla Centro Diagnostico Baronia S.r.l. nella zona industriale ASI, tra Via Nuova ASI e Via Celentane. La posizione è stata illustrata dal sindaco al Consiglio comunale, dopo la riunione del 6 luglio con capigruppo, consiglieri e tecnici comunali, convocata in vista della Conferenza dei Servizi conclusiva fissata dalla Regione Campania per il 13 luglio.
Il progetto e il nodo dello stoccaggio
L’iniziativa rientra nei progetti FARO di economia circolare finanziati dal PNRR e prevede un impianto di depolimerizzazione termica per trasformare rifiuti plastici in materie prime secondarie. Il Comune, però, sostiene di essere venuto a conoscenza del procedimento solo con la nota regionale del 21 maggio 2026 e rivendica di aver avviato da quel momento un’istruttoria tecnica «rigorosa e imparziale».
Il primo parere contrario è stato formalizzato l’11 giugno. Al centro delle osservazioni c’è il rapporto tra la capacità effettiva di trattamento e quella di deposito: secondo gli uffici comunali, l’impianto tratterebbe 10 tonnellate al giorno, mentre la capacità massima di stoccaggio resterebbe pari a 530 tonnellate. Anche dopo la riduzione del flusso in ingresso dichiarato dalla società, da 500 a 90 tonnellate giornaliere, il Comune ritiene non superato il rischio che l’insediamento possa funzionare soprattutto come deposito massivo di rifiuti.
Sicurezza, antincendio e documenti mancanti
A pesare sulla valutazione dell’amministrazione sono anche i rilievi del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Avellino, che nella nota del 27 giugno avrebbe evidenziato undici carenze tecniche. Tra i punti richiamati dal sindaco figurano il rischio di esplosione da polveri, l’incompletezza della documentazione sui processi produttivi e sulle sostanze stoccate, oltre a lacune nei sistemi di prevenzione e protezione antincendio.
Secondo quanto riferito in Consiglio, il termine assegnato alla società per fornire chiarimenti scadeva il 30 giugno. Alla data indicata, per quanto risulta agli atti dell’amministrazione, non sarebbero arrivati riscontri sufficienti. La circostanza, ha spiegato il sindaco, sarebbe stata confermata anche da una successiva comunicazione della Regione Campania del 2 luglio.
VIA, acque reflue e rischio Seveso
Nella nota tecnica inviata il 7 luglio in vista della seduta conclusiva, il Comune ha inserito ulteriori osservazioni. L’amministrazione contesta l’assenza di dati asseverati sulle rese quantitative di recupero per i 33 codici EER indicati, la mancanza di un piano di sostenibilità economica e il mancato avvio della verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale.
Un altro fronte riguarda l’effetto cumulo con gli impianti limitrofi, la gestione delle acque reflue e la vicinanza a uno stabilimento soggetto alla direttiva Seveso, elemento che, per il Comune, impone un approfondimento più stringente sulle distanze di sicurezza e sul rischio di incidente rilevante. È su questi punti che l’amministrazione chiederà chiarimenti preliminari nella Conferenza dei Servizi.
Linea politica unitaria
La relazione del sindaco ha assunto anche un valore politico. I rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, riuniti il 6 luglio, hanno condiviso la necessità di un’azione comune per tutelare il territorio e la vocazione industriale conciaria di Solofra. L’obiettivo dichiarato è evitare che il distretto venga identificato con attività di trattamento e stoccaggio dei rifiuti.
Per questo il sindaco ha ricevuto mandato di chiedere, insieme ai capigruppo, un incontro urgente al presidente della Regione Campania, Roberto Fico. La richiesta punta a portare direttamente sul tavolo regionale le criticità tecniche, ambientali e politiche sollevate dall’amministrazione e dalla comunità locale.
Il passaggio del 13 luglio
La data decisiva resta quella del 13 luglio, quando la Conferenza dei Servizi dovrà affrontare la fase conclusiva del procedimento. Il Comune si presenterà con un avviso non favorevole al rilascio dell’autorizzazione, chiedendo che tutti i nodi ancora aperti vengano chiariti prima di qualsiasi determinazione finale.
Il sindaco ha assicurato che riferirà al Consiglio comunale gli esiti dell’interlocuzione con la Regione e ogni ulteriore sviluppo del procedimento. La vicenda, intanto, si conferma uno dei dossier più delicati per Solofra, chiamata a misurare la spinta all’economia circolare con la tutela di un territorio già segnato da un forte carico industriale.

