Solofrano-Montorese, pioggia di milioni per la bonifica del comprensorio

Il piano punta su depuratori, collettori e canali. Ma territori e associazioni chiedono interventi su tutto il bacino, dall’Alto Sarno alla foce.

La Regione Campania rilancia il risanamento del fiume Sarno con una delle poste finanziarie più consistenti della nuova programmazione europea. La giunta regionale ha approvato la rimodulazione del Programma regionale Fesr 2021-2027, destinando oltre 293 milioni di euro al programma di mitigazione del rischio idraulico nel bacino del Sarno. La misura rientra nell’assestamento dei fondi europei e punta ad accelerare opere considerate decisive per la sicurezza del territorio e per la riqualificazione ambientale.
Il cuore degli interventi
Le risorse serviranno a rafforzare il sistema di difesa idraulica e depurazione in un’area che da decenni convive con emergenze ambientali, scarichi irregolari, carenze infrastrutturali e rischio alluvionale. Tra gli interventi indicati figurano il potenziamento dell’impianto di depurazione di Angri, l’adeguamento dei collettori fognari di Gragnano e la manutenzione di canali, vasche e regi lagni che attraversano il comprensorio vesuviano e l’area del Sarno. Il programma strategico di riqualificazione ambientale e contrasto al rischio idraulico del fiume Sarno prevede investimenti complessivi superiori al miliardo di euro, con un ruolo centrale dei fondi europei.
La richiesta dei territori a monte
La partita, però, non riguarda soltanto il medio e basso corso del fiume. Amministratori, associazioni e cittadini chiedono che la nuova fase comprenda l’intero bacino idrografico, dalla sorgente alla foce, includendo l’Alto Sarno e il comprensorio Solofra-Montoro-Mercato San Severino. In quell’area si concentrano nodi storici: il torrente Solofrana, tra i principali affluenti del sistema, la rete dei collettori industriali collegata al distretto conciario di Solofra e il depuratore comprensoriale, da anni al centro di richieste di ammodernamento. Il piano di gestione del distretto dell’Appennino Meridionale individua nel sistema Sarno-Solofrana-Cavaiola una rete idrografica complessa, con criticità ambientali e idrauliche diffuse.
Depurazione e controlli
Il risanamento del Sarno non può essere ridotto alla sola manutenzione degli alvei. Il problema resta legato agli scarichi abusivi, ai reflui civili e industriali non trattati in modo adeguato, alla copertura incompleta delle reti fognarie e alla necessità di collegare tutti i comuni agli impianti di depurazione. Nel bacino sono presenti più impianti biologici a fanghi attivi, tra cui quelli di Foce Sarno, Scafati, Angri, Nocera e Mercato San Severino, oltre al sistema di pretrattamento di Solofra. Il completamento del collettamento resta uno dei passaggi più delicati per trasformare gli investimenti in risultati misurabili sulla qualità delle acque.
La sfida del monitoraggio
Tra le soluzioni attese ci sono anche sistemi di controllo digitale, centraline lungo il bacino, telerilevamento e monitoraggio costante della qualità e della quantità delle acque. Strumenti di questo tipo permetterebbero di individuare più rapidamente scarichi illeciti, episodi di inquinamento e situazioni di rischio idraulico. La manutenzione delle vasche di laminazione e detritiche, in particolare nelle aree di Solofra, Montoro, Misciano e Monte Salto, resta un altro tassello della prevenzione, soprattutto in un territorio esposto a eventi meteorici sempre più intensi.
Una bonifica possibile solo se unitaria
Il finanziamento da 293 milioni apre una finestra politica e amministrativa importante, ma la riuscita del piano dipenderà dalla capacità di tenere insieme monte e valle, sicurezza idrogeologica e disinquinamento, opere pubbliche e controlli sugli sversamenti. Il Sarno non è soltanto un fiume da mettere in sicurezza: è un bacino industriale, agricolo e urbano che attraversa territori diversi e accumula problemi diversi. Intervenire solo su un tratto significherebbe spostare il problema. Una bonifica reale richiede invece una regia unica, tempi certi e verifiche continue, dal sistema degli affluenti fino alla foce.

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