Sui funerali di Sakil Hossain, il lavoratore originario del Bangladesh, deceduto il 29 maggio scorso, dopo essere era stato colpito da una parte della giostra nel Comune di Lioni, domani si terrà un ulteriore confronto tra i familiari del giovane deceduto, il loro avvocato Faustino Liuzzi, il sindaco di Lioni Yuri Gioino e il parroco Don Tarcisio Gambalonga.
La salma del ventiseienne – con la conclusione dell’autopsia effettuata dal medico legale Giovanni Zotti e dall’anestesista rianimatore Fernando Chiumiento – è ancora nell’obitorio del Moscati di Avellino, dove è deceduto il 29 maggio a causa delle ferite riportate nel grave incidente avvenuto durante il collaudo di una giostra a Lioni. Si attende la decisione dei familiari su eventuale rimpatrio della salma o se procedere con la tumulazione in Irpinia. La comunità di Lioni si è mobilitata per far si che giunga in Italia, Ria, la giovanemoglie del ventiseienne operaio che a fine maggio ha dato alla luce la loro bambina, Fatima. Questo era il desiderio di Sakil, riferito in più occasioni dal giovane a un suo cugino, prima di morire.
Ora il pool di consulenti tecnici dovrà esaminare la cartella clinica acquisita dagli inquirenti dopo il decesso del giovane, per escludere responsabilità in capo ai medici che hanno avuto in cura l’operaio. La relazione tecnica dei due consulenti che hanno effettuato l’autopsia, verrà depositata tra novanta giorni.
Il giovane è stato colpito – domenica 24 maggio – da una grossa altalena. Nonostante i tentativi dei medici di salvargli la vita, è deceduto venerdì 29 maggio nel reparto di Rianimazione dell’ospedale avellinese dove è giunto in condizioni critiche. All’indagato, A.D.S. proprietario della giostra e difeso dall’avvocato Fabio Tulimiero, la Procura di Avellino gli contesta il reato di omicidio colposo.

