Detenuti e lavoro, Ariano prova a riaprire i progetti sociali

Nel pomeriggio di ieri, alla presenza dell’onorevole Franco Mari, è tornato al centro del confronto pubblico il tema della cooperazione sociale nella Casa Circondariale “Pasquale Campanello” di Ariano Irpino, istituto che il Ministero della Giustizia colloca in via Grignano 60 e che, nei dati aggiornati al 16 marzo 2026, conta 265 detenuti a fronte di 263 posti regolamentari.

Il lavoro come seconda possibilità

Il confronto ha richiamato l’esperienza della Cooperativa Sociale Artour, già impegnata in passato in percorsi di inserimento lavorativo per detenuti attraverso l’Orto Sociale e attività di artigianato. Progetti nati anche grazie all’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, che consente il lavoro all’esterno, e sostenuti dalla rete ecclesiale e sociale del territorio.

Nel 2016 era stato avviato il progetto “Costruiamoci un futuro”, promosso dal vescovo Sergio Melillo, dalla Caritas e dalla Cooperativa Artour, con il laboratorio “Ceramica Arianese Libera” finanziato anche attraverso fondi 8×1000 e 5×1000.

La rete da ricostruire

Lo stop arrivato con l’emergenza Covid nel 2020 ha interrotto un percorso che, da allora, non è più ripartito. Pasquale Scrima, segretario cittadino NdC e candidato a sostegno di Carmine Grasso, ha indicato come priorità il rilancio di nuove proposte programmatiche, costruite tra pubblico, privato, cooperative sociali, aziende agricole, enti di formazione e realtà ecclesiastiche.

L’obiettivo è trasformare il reinserimento in una filiera stabile, capace di offrire ai detenuti strumenti concreti di riscatto e al territorio un modello economico etico, radicato nell’area arianese e nell’area vasta.

Il ringraziamento alla Polizia Penitenziaria

Nel suo intervento, Scrima ha rivolto un ringraziamento alla Direzione, al Comandante e alla Polizia Penitenziaria, sottolineando il ruolo quotidiano del personale nella sicurezza dell’istituto, spesso in condizioni difficili e con carichi di lavoro elevati.

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