Ariano, Pasquale Scrima di NdC spiega il suo impegno in politica al servizio degli altri

Anche il Comune di Ariano si sta preparando per l’appuntamento di Maggio per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco. Come accade sempre, la fase di preparazione delle liste, dopo avere individuato i sindaci, per tutte le coalizioni in corsa, è la più concitata e caratterizzata da una dialettica anche scomposta e sopra le righe. In questo contesto interviene  Pasquale Scrima di Ndc, Noi di Centro di Ariano, 51 anni, impegnato attivamente in politica dal 2019 e  da sempre coinvolto. HP a scelto di esprimere, non a caso, una propria riflessione  in questi giorni di celebrazione della Santa Pasqua.

Per un cattolico- si legge nella nota stampa – la politica non è solo un “male necessario” o un gioco di potere, ma viene definita — citando spesso le parole di Pio XI e Paolo VI — come “la forma più alta di carità”.
​L’impegno politico è visto come il modo concreto in cui il credente mette in pratica l’amore per il prossimo all’interno della società. Ecco i pilastri che definiscono questa visione:
​1. Il fine ultimo: Il Bene Comune
​La politica non serve a far prevalere una parte sull’altra, ma a ricercare il Bene Comune.
​2. I tre principi cardine
​L’azione del cristiano in politica si poggia solitamente su tre colonne tratte dalla Dottrina Sociale della Chiesa:
​Dignità della Persona: Ogni essere umano è creato a immagine di Dio. Di conseguenza, la politica deve tutelare la vita dal concepimento alla morte naturale e promuovere i diritti umani fondamentali.
​Solidarietà: Siamo tutti responsabili di tutti. Questo si traduce in attenzione preferenziale per i poveri, gli emarginati e chi non ha voce.
​Sussidiarietà: Lo Stato non deve sostituirsi a ciò che i cittadini e le realtà locali (famiglie, associazioni) possono fare da soli, ma deve sostenerli e aiutarli a crescere.
​3. Laicità e Coscienza
​Un punto fondamentale è la distinzione tra sfera religiosa e sfera politica (“Rendete a Cesare quel che è di Cesare”).
​Autonomia: La Chiesa non è un partito. Il cattolico agisce in politica sotto la propria responsabilità, usando la ragione illuminata dalla fede.
​Laicità cristiana: Non significa escludere Dio dalla vita pubblica, ma operare in modo che le leggi rispettino l’ordine morale e la giustizia naturale, dialogando con tutti.
​4. La politica come “Servizio”
​In un’ottica cristiana, il potere è sinonimo di servizio. Il modello è quello della “lavanda dei piedi”: chi governa non deve dominare, ma farsi carico dei bisogni della comunità, agendo con onestà, trasparenza e spirito di sacrificio.
​”Il cristiano che non fosse attivo nel mondo, che non fosse un testimone, che non fosse un cittadino, che non fosse un politico… non sarebbe un vero cristiano.”
— Papa Francesco
​In sintesi, per un cattolico la politica è la risposta alla chiamata di Dio a “coltivare e custodire” il mondo, cercando di trasformare le strutture sociali affinché siano più giuste, umane e conformi alla dignità di ogni persona.

 

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