Rizzo (Api): “Concia, necessario sostenere la ripresa”

SOLOFRA – Il rapporto “Irpuinia 2011” ha fatto registrare dati positivi per il comparto conciario e per il distretto solofrano della pelle che nel 2010 ha fatto registrare un incremento delle esportazioni del 23.5% in termini di valore assoluto delle esportazioni. Ma non è tutt’oro quello che luccica almeno a voler prestare fede alle valutazioni di Franco Rizzo presidente provinciale della Confapi che riunisce le piccole e medie imprese. “I dati contenuti nel rapporto economia 2011, esordisce Rizzo, sono sicuramente interessanti ma è comunque necessaria una loro lettura attenta. L’aumento, quando si parla di esportazioni, in valore assoluto di 28 milioni di euro nell’anno 2010 va collocato comunque in un generale incremento del prezzo della materia prima che si è inveitabilmente riverberato anche sul prodotto finito. Una tendenza alla crescita del prezzo della materia prima che le aziende conciarie scontano ancora adesso”. Ed ancora. “I dati contenuti nel rapporto Irpinia 2011certamente tracciano una tendenza alla crescita, insomma il comparto conciario sta cercando di riprendersi quello che aveva perso nei mesi e negli anni della crisi. E lo sta facendo con la certezza che i “tempi d’oro” sono ormai trascorsi e che oggi per stare sul mercato è necessario puntare su innovazione e ricerca continua”. Volendo tracciare un bilancio però Rizzo si dice cautamente ottimista: “i dati parlano comunque di una ripresa del polo conciario solofrano e questo non può farci piacere. Come ci fa piacere che il compato della lavorazione della pelle rappresenta uno dei motori dell’economia irpina”. E per dare un pò di numeri: nel rapporto Irpinia 2011 viene evidenziato concia e lavorazione delle pelli: nel 2010 il valore esportato è pari a 147 milioni di euro con un incremento in valore assoluto di 28 milioni di euro nell’anno per una variazione percentuale del 23,5% così come analogamente è cresciuto del 20% il valore importato di pelli grezze pari a 109 milioni di euro. Il distretto di Solofra può quindi guardare con un maggiore ottimismo al proprio futuro soprattutto se sarà perseguita una politica basata su investimenti nelle tecnologie produttive per il miglioramento della qualità della pelle e per la riduzione dell’impatto ambientale, tenendo conto della crescente sensibilità di una certa clientela verso le tematiche della sostenibilità ambientale e cogliendo le opportunità legate al riconoscimento ottenuto di Ambito Produttivo Omogeneo EMAS. Dei 147 milioni di euro di pelle lavorata esportata nell’ultimo anno, ben 35 milioni è stata commercializzata sulla piazza di Hong Kong con un incremento nell’ultimo anno del 64%, anche a seguito della partecipazione collettiva negli ultimi due anni alla principale manifestazione fieristica di settore che si svolge nella città cinese. Sostegno e valorizzazione dell’ecocompatibilità del ciclo produttivo ed azioni promozionali sui mercati esteri ad alto potenziale rappresentano quindi due linee strategiche per la competitività della filiera e per superare le difficoltà crescenti di un mercato altamente volubile quale quello della moda.

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