Progetto “Caldaia Sicura”, nessuna garanzia per i 29 lavoratori

Progetto “Caldaia Sicura”, nessuna garanzia per i 29 lavoratori

Si è tenuto questa mattina, presso il Palazzo di Governo, l’incontro per la vertenza che riguarda 29 lavoratori impegnati sul progetto “Caldaia Sicura” per le verifiche degli impianti termici presso le abitazioni private della provincia di Avellino. La vertenza rigua riguarda il rapporto tra la società somministratrice “Lavorint”, e l’Arpac, ente di riferimento del progetto, che si era affidata alla Lavorint, la quale aveva comunicato di non voler procedere alla proroga del contratto per la forte situazione debitoria maturata dall’Arpac nei propri confronti.
Dal mese di settembre, i 29 lavoratori operanti sulla Provincia di Avellino, non hanno più garanzie riguardo al proseguimento del rapporto di lavoro e conseguentemente riguardo al pagamento delle spettanze. La Cgil ha avuto in mattinata un incontro con l’assessore all’ambiente della Provincia di Avellino, Domenico Gambacorta, con l’assessore alle politiche per il lavoro, Giuseppe Solimene, con il responsabile della Lavorint alla presenza del Prefetto. Per l’Arpac nessuno era presente.
La situazione dei 29 lavoratori è particolarmente drammatica considerando che per alcuni di loro non vi è possibilità di accesso all’indennità di disoccupazione, con la scadenza del contratto al 31 dicembre, per il quale non è giunta, nel corso dell’incontro, alcuna rassicurazione da parte dell’assessore provinciale Gambacorta in merito all’eventuale proroga. L’ipotesi prospettata dall’assessore, tutta da verificare, farebbe riferimento alla possibilità di affidamento in house delle attività svolte per il progetto Caldaia Sicura. Unico elemento di speranza riguarda, invece, la possibilità di proroga del rapporto fino al 31 dicembre, con l’eventualità di corrispondere ai lavoratori le spettanze arretrate e i prossimi stipendi.
“E’ stata anche bocciata la proposta avanzata dal sindacato – spiega Valentina Aquino Nidil CGIL Avellino – di una cogestione ad un tavolo permanente per individuare insieme vie di uscita all’impasse. La scelta di garantire fino al 31 dicembre i lavoratori – aggiunge – tutta da verificare nella fattibilità, deve essere perseguita fino in fondo per trovare intanto uno spiraglio alla vertenza e far proseguire i controlli ormai fermi ma chiediamo che si risolva il problema in maniera definitiva assicurando un futuro a lavoratori con qualifica di tecnici verificatori, con elevata professionalità da utilizzare in un progetto per la sicurezza degli utenti e per il rispetto dell’ambiente”.

SPOT