Concia, unic e sindacati lanciano l’allarme per il “grezzo”

SOLOFRA – Sindacati (Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil) e imprese (UNIC), in trattativa per il rinnovo del ccnl, manifestano preoccupazione per l’approvvigionamento del grezzo, avviato a drastica riduzione. Sono state trasmesse due lettere congiunte, una alle rispettive rappresentanze europee e una al commissario europeo Karel De Gucht, in cui è stata denunciata la situazione di penuria e surriscaldamento dei prezzi, a causa del protezionismo mondiale sulle materie prime e dell’accaparramento del grezzo europeo da parte di cinesi ed altri competitor. L’industria conciaria italiana costituisce il 65% a livello europeo e il 17% di tutto il conciato internazionale. Di questo passo, entro il 2020 la presenza di grezzo comunitario potrebbe essere interamente assorbita dalle sue esportazioni a favore dei concorrenti. Ulteriore azione congiunta è stata la comunicazione al Ministero dello sviluppo economico, per ribadire l’importanza di una reale difesa del “vero” Made in Italy, chiedendo sostegno presso le autorità comunitarie alla L. n. 8/2013 sull’utilizzo dei termini “pelle, cuoio e pelliccia”, in vigore dal 14 febbraio. La legge tutela il consumatore con la trasparenza sull’origine: quando sul manufatto viene apposta la parola “pelle, cuoio” o altra espressione italiana, onde evitare che sia indotto in errore, credendo che il materiale sia stato prodotto in Italia, quindi a regola d’arte per qualità e sicurezza, occorre che sia indicato il Paese d’origine. Le parti infine segnalano la condivisione del codice di condotta e di responsabilità sociale, recentemente revisionato e conforme ai requisiti della SA 8000 (Social Accountability) e della ISO 26000 (linee guida sulla responsabilità sociale).

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