Lavorazione conto terzi, il rebus sono gli ammortizzatori sociali. Nelle scorse ore si è tenuto un nuovo faccia a faccia fra i rappresentanti della Confapi e del consorzio New Skin che riunisce le aziende operanti nel settore della lavorazione dei pellami conto terzi e le delegazioni di Filtcem Cgil e Femca Cisl. Il comparto sta risentendo “a cascata” degli effetti della crisi del nucleo industriale. Da qui dunque la necessità di studiare delle forme di intervento che consentano alle aziende di fronteggiare questa fase on un occhio alla difesa dei livelli lavorativi. Per quanto riguarda il distretto industriale della cittadina conciaria i numeri parlano di una quarantina di aziende per una forza lavoro complessiva che si avvicina a circa settecento unità. Le linee di intervento approntate nell’ambito dell’incontro della scorsa sera operano una distinzione a secondo che ci si trovi ad intervenire su aziende al di sopra dei quindici dipendenti o viceversa al di sotto di questa soglia. Nel primo caso la strada che sembrerebbe percorribile è quella della cassa integrazione straordinaria per evento improvviso. Al di sotto dei quindici dipendenti sarà necessario operare una distinzione fra aziende che si muovono in un contesto artigianale e quelle che pur con meno di quindici dipendenti abbiano un carattere più marcatamente industriale. Nel primo caso gli strumenti a difesa dei lavoratori potrebbero essere la cassa-integrazione in deroga, nel secondo caso invece c’è la strada della cassa-integrazione o della mobilità in deroga con accordo sindacale. In ogni caso sarà necessario fotografare in maniera precisa la realtà industriale delle aziende del “conto terzi”. Una realtà che appare estremamente variegata. Nel corso della prossima riunione si cercherà di approntare un piano di intervento comune.




