Cassaintegrazione, il rapporto della Uil
“Timidi segnali di ripresa, ma è necessario fare di più”. Questo il commento del segretario della Uil di Avellino Franco De Feo, rispetto ai dati dell’ultimo rapporto Uil sulla cassa integrazione. L’analisi attenta e dettagliata ha restituito un quadro della situazione del mezzogiorno d’Italia non certo positivo, anche se in rapporto agli stessi periodi presi in esame dello scorso anno sembra ci si avvii ad una lenta ripresa. L’aumento in tutto il Sud Italia delle ore di cassa integrazione autorizzate tra l’agosto 2010 e il settembre 2010 è pari al 52,9%. In linea con il dato della macroarea la Campania che per il mese di settembre ha fatto registrare un aumento rispetto ad agosto pari al 58,7%. Per la provincia di Avellino il trend risulta invece positivo Se ad agosto 2010 le ore di cassa integrazione sono state 882.260, a settembre sono scese a 393.873, facendo registrare un -55,4%. Rispetto ai dati del settembre 2009 si registra invece un -47,6%. Le ore infatti sono passate da 752.315 a 393.873. Anche se l’incidenza della cassa integrazione in deroga sul totale delle ore autorizzate continua ad essere elevata, con una percentuale del 24%. I dati, pur non risultando negativi, rispetto a quelli riferibili ai mesi precedenti del 2010 e a quelli dello scorso anno, non devono far abbassare la guardia. “Alla luce dei dati forniti da questo XXI rapporto della Uil – ha spiegato il segretario provinciale Franco De Feo – è necessario ed indispensabile non solo il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, il cui trend non accenna assolutamente a diminuire, ma anche e soprattutto azioni mirate al rilancio del sistema produttivo di questa provincia e dell’intero Mezzogiorno, attraverso politiche che coniughino esigenze di rigore di bilancio con quelle di sviluppo. Quindi, più formazione per garantire un migliore incrocio della domanda e offerta di lavoro e la ricollocabilità dei lavoratori in cassa integrazione; più investimenti in infrastrutture per il rilancio occupazionale nel settore edile; più ricerca per rendere competitive le imprese e, soprattutto, meno fisco a carico del lavoro, per il rilancio dei consumi interni. Sono queste le migliori medicine per combattere la disoccupazione e l’abnorme numero di lavoratori in cassa integrazione. L’attenzione resta, comunque, puntata su quel 24% dell’incidenza della cassa in deroga, segnale che non fa sperare in nulla di buono per una serie di attività concentrate soprattutto nel terzo settore e nelle piccole Imprese non beneficiarie di altri ammortizzatori sociali”.
