Cassa integrazione, rapporto Uil: ad Avellino un calo del 54%

AVELLINO – Nel quarto mese dell’anno in corso, il 28° Rapporto UIL, segnala una diminuzione delle ore di cassa integrazione richieste dalle aziende, sia rispetto al mese precedente che allo stesso periodo dello scorso anno. Dai due confronti mensili, il Mezzogiorno spicca quale area con la minore flessione di ore. Anche l’analisi condotta sul I quadrimestre 2011, segnala una flessione complessiva delle ore autorizzate rispetto allo stesso periodo del 2010. Occorre però evidenziare come, tra le macro aree, il Mezzogiorno sia il solo a presentare un lieve aumento di richieste (+1,9%) a fronte della consistente diminuzione che ha interessato il Nord (-29,3%) ed il Centro (-11,7%). Ciò evidenzia come il Sud sia il territorio con la più lenta ripresa.
Nel quarto mese del 2011, la diminuzione della cassa integrazione, rispetto al mese di Marzo 2011, ha investito le 3 macro aree (rispettivamente del 13,7% il Centro, dell’11,8% il Nord e dell’1,7% il Mezzogiorno). In valori assoluti è il Nord, con complessive 58,2 Milioni di ore, ad assorbire il 63,2% del totale delle ore del mese, seguito dal Mezzogiorno (19,8 Milioni di ore) e dal Centro (14,1 Milioni). Dal confronto con Aprile 2010, le ore autorizzate di cassa integrazione, diminuiscono in tutte e tre le macro aree: diminuzione più consistente nel Centro (-38,1%), seguito dal Nord (-16,8%) e dal Mezzogiorno (-9,6%).
Per la Campania il confronto con marzo 2011 fa registrare un calo del 12% di ore richieste e una flessione nel numero di lavoratori coinvolti di circa 4.800 unità. La provincia di Avellino nel confronto tra marzo e aprile 2011 ha fatto segnare un calo nelle ore di cassa integrazione richiesta del 54,4%. A marzo 2011 erano 770.195, mentre ad aprile 2011 sono scese a 315.049.
Nel confronto con i dati dello scorso anno, è risultato che la regione Campania, rispetto ad aprile del 2010, ha incrementato del 5% le ore di Cig richiesta. La provincia di Avellino, invece, ha registrato un calo del 71%. Ad aprile 2010 le ore richieste erano 1.241.747, mentre ad aprile 2011 351.049. Il forte calo di richiesta ha fatto rientrare Avellino tra le dieci province italiane con la maggiore differenza rispetto all’anno precedente. Mettendo a confronto i dati dei primi quadrimestri degli ultimi tre anni si nota che in provincia di Avellino, nel 2009 le ore richieste nei primi quattro mesi dell’anno ammontavano a 1.743.239; nel primo quadrimestre del 2010 a 3.294.132; nel primo quadrimestre del 2011, invece, a 1.985.153.
“I dati di aprile – ha commentato il segretario provinciale della Uil Franco De Feo -, seppur ancora lontani da quelli di una situazione pre crisi, potrebbero comunque far sperare in una leggera ripresa del sistema produttivo, laddove le ore continuassero a scendere anche nei prossimi periodi. Rimane il problema di un Mezzogiorno, che oltre alle già note problematicità di alti tassi di disoccupazione e di sommerso, mostra anche le più forti difficoltà di ripresa produttiva come dimostra l’analisi dei dati sulla cassa integrazione. E’ chiaro che per invertire questa tendenza occorre agire, soprattutto in questa area del Paese, con un mix di strumenti che non solo garantiscano il mantenimento dei posti di lavoro, ma che incentivino le imprese ad assumere (credito di imposta occupazione) e che riducano il troppo elevato tasso di disoccupazione giovanile attraverso percorsi di formazione e lavoro che vedono nel contratto di apprendistato il più efficace strumento di accesso al lavoro proprio per questa fascia di persone. I dati della provincia di Avellino, seppure positivi, dimostrano che siamo ancora lontani dalla normalità. Certo, nell’ultimo quadrimestre c’è stato uno scatto in avanti importante, ma dobbiamo, in questa fase, accompagnare nel modo più efficace possibile la ripresa possibile. E non dobbiamo dimenticare che una parte di quella percentuale in calo è dovuta alla definitiva chiusura di alcune aziende. Per questo è necessario continuare il percorso di collaborazione intrapreso tra istituzioni e parti sociali. Dobbiamo dare forza alle possibili prospettive di confronto da realizzare nelle prossime settimane, STATI GENERALI da convocare subito e risposte immediate dalla Regione e dal Governo sui contratti di programmi e sulle infrastrutture per lo sviluppo. In primis la Lioni-Grottaminarda ed il 3° e 4° lotto della Valle Caudina – Pianodardine, queste potrebbero essere le iniziative di rilancio dell’economia provinciale e dello sviluppo nelle zone interne.
Certo anche noi apprezziamo l’apertura al confronto del Presidente della Provincia, On.le Sibilia, ed in questa direzione chiediamo l’attivazione dei necessari di strumenti di concertazione delle parti sociali per fissare immediatamente la pubblica assise politico – istituzionale – sociale con i parlamentari regionali e nazionali, ed esponenti del Governo, per affidare ad ognuno pezzi di responsabilità rispetto agli obiettivi della VERTENZA IRPINIA. E’ tempo delle risposte concrete per condurre questa provincia fuori dal tunnel. In caso di inerzia della politica l’unica risposta è la lotta e la mobilitazione permanente”.

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