Cassa integrazione, ad Avellino aumento dell’80%

AVELLINO – Sempre più i dati sulle ore di Cassa Integrazione richieste dalle imprese corrispondono alle analisi ed ai dati, ufficiali e non, relativi all’andamento della produzione nel nostro Paese. Sia le indagini revisionali che quelle a consuntivo, indicano in maniera inequivocabile che l’Italia non cresce quanto dovrebbe. Certamente il dato generale è figlio di disuguaglianze, settoriali, aziendali e territoriali e questo quadro è, appunto, confermato anche dall’andamento dell’utilizzo dello strumento principale dal punto di vista della protezione sociale per i lavoratori colpiti dalla crisi: la Cassa integrazione.
Emerge, ancora una volta, l’andamento altalenante del numero delle ore richieste: mentre ad aprile si è visto calare (sul mese precedente) il numero delle ore, a Maggio si è in presenza, nuovamente, di una consistente crescita.
Per il Mezzogiorno, infatti, la differenza percentuale tra aprile 2011 e maggio 2011 è del 15,7%. Il dato per la regione Campania è in controtendenza e fa registrare una diminuzione del 21%. Per la provincia di Avellino, invece, l’aumento è considerevole. Ad Aprile 2011 le ore di Cig richiesta infatti ammontano a 351.049, a maggio 2011 salgono a 653.633, con un aumento dell’86%. Rispetto ai dati dello stesso mese dello scorso anno, l’aumento registrato per la provincia di Avellino è del 50,9%. A maggio 2010 ammontavano a 433.162, mentre a maggio 2011 sono state 653.633. Nel raffronto dei dati tra i primi cinque mesi del 2009, 2010 e 2011 si riscontra un andamento altalenante che conferma il 2010 come l’anno peggiore per la crisi economica, evidenziando anche che il 2011 non ha segnato il miglioramento atteso. In provincia di Avellino nei primi cinque mesi del 2009 le ore di Cig sono state 2.160.463, nel 2010 3.727.294, nel 2011 2.638.786.
“I dati dell’ultimo rapporto della Uil sulla cassa integrazione – ha commentato il segretario generale Franco De Feo – evidenziano una situazione altalenante in Italia, in Campania e nella Provincia di Avellino. Le percentuali riferibili all’Irpinia, si rispetto al mese di aprile che al mese di maggio del 2010 destano molta preoccupazione nel Sindacato. Questo semestre avrebbe dovuto conferire la spinta maggiore al sistema produttivo della provincia, ed invece il 2011 si prefigura migliore del 2010, ma con un trend comunque negativo rispetto al 2009.
La condizione del lavoro irpino si è sostanzialmente stabilizzata al ribasso con il passare del tempo. Per questo riteniamo non sia più sufficiente tamponare con gli ammortizzatori sociali, pure importanti, o con sostegni minimi e temporanei alle imprese. C’è bisogno di una vera politica di sviluppo, per la Campania e per l’Irpinia. Per questo ribadiamo la necessità di una cabina di regia che riporti l’attenzione delle Istituzioni e delle parti sociali sul futuro della provincia. L’appuntamento del 20 giugno, in questo senso, dovrebbe rappresentare l’inizio di una fase realmente nuova. Fatta di proposte concrete e risposte per i lavoratori, ma soprattutto per le migliaia di disoccupati. Il Sindacato aspetta dall’assessore Vetrella e dal Governatore Caldoro un impegno serio e concreto per il futuro, che, per quanto ci riguarda,comincia adesso, a partire dal documento unitario delle parti sociali riportate nel documento sintetico condiviso dal Presidente della Provincia”.

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