MONTELLA – Una task force con tutte le professionalità e le specializzazioni necessarie per avviare nell’immediato un’efficace azione di contrasto contro il cinipide galligeno che minaccia i castagni dell’Irpinia. E’ quanto scaturito, alla presenza del consigliere regionale Ettore Zecchino, dal tavolo tacnico-politico che, a Montella, ha riunito i vertici della Comunità Montana Terminio-Cervialto, del Parco regionale dei Monti Picentini, esponenti del consiglio Provinciale, i delegati della Coldiretti e della CIA, il Sindaco di Montella e numerosi rappresentanti dei Comuni interessati dal problema.
L’epidemia nata in Giappone e sbarcata in Piemonte più di dieci anni fa, da tre anni ha investito anche i castagni dell’Irpinia e, dopo aver interessato il Solofrano ed il Montorese, ora si sta estendendo a macchia di leopardo e con preoccupante velocità anche nell’area di Montella e dunque nella roccaforte dell’IGP.
Il Consigliere regionale Zecchino ha subito impegnato l’Assessore regionale all’agricoltura Amendolara e un incontro è già fissato lunedì prossimo. Per mercoledì si prevede un punto operativo con gli esperti e le organizzazioni del mondo agricolo per comporre un team in grado di fare proposte concrete e attuabili nel rispetto del quadro normativo per risolvere l’emergenza immediata e governare la soluzione in prospettiva, che è quella della lotta biologica al cinipide come accade già da tempo nelle altre zone infestate.
“Bisogna dare atto che l’Assessore Amendolara ha avuto sulla questione un approccio adeguato e la sua stessa storia personale nel settore è garanzia di impegno – ha dichiarato Ettore Zecchino – ma occorre anche dare ristoro alle aziende che vivono nella filiera della castagna e nel suo indotto per scongiurare ripercussioni sull’occupazione che non potrebbero essere sopportate in un questo periodo già difficile per l’economia. E poi c’è il rischio che il depauperamento dei castagneti alimenti dissesti idrogeologici già presenti sul territorio. Serve dunque una risposta forte per l’immediato e chiara per la progressiva eradicazione del fenomeno che minaccia uno dei più straordinari patrimoni dell’Irpinia”.







