Saira abbandona Avellino, Solimene: “Decisione sconcertante”

“L’assurda decisione del gruppo Saira di abbandonare Avellino senza neanche provare ad individuare una possibile soluzione che potesse garantire all’azienda di trovare un equilibrio economico finanziario che consentisse di mantenere in vita un’attività imprenditoriale, pregiudica alle 80 famiglie di questa provincia la possibilità di mantenere il lavoro nella propria realtà”. E’ quanto afferma l’assessore provinciale al Lavoro, Giuseppe Solimene.
“Ci sconcerta, inoltre, – aggiunge Solimene – la circostanza che mentre alla proprietà l’assessorato aveva proposto una pausa di riflessione, la stessa con estrema tempestività ha ritenuto legittimamente di comunicare la volontà a chiudere lo stabilimento di Pianodardine già a partire dal mese di dicembre 2012. Una decisione assurda e ingiustificata atteso che la chiusura non viene in presenza di una contrazione produttiva bensì ad una scelta unilaterale di abbandonare il territorio di questa provincia adducendo delle giustificazioni a dir poco non condivisibili.
L’assessore nell’esprimere profondo rammarico per una decisione sicuramente legittima dal punto di vista delle prerogative aziendali ma altrettanto condannabile sotto il profilo sociale, è rammaricato anche per l’insensibilità dimostrata nei confronti dell’impegno istituzionale posto in essere dall’assessore, concretamente verificato con lo sblocco del presidio davanti alla fabbrica e con la possibilità di ripristinare una corretta gestione della vertenza. In questo momento delicato per ottanta famiglie pensavamo che il gruppo tosoni avesse una maggiore attenzione agli sforzi che si stavano facendo per garantire il mantenimento del presidio di Avellino e per la difesa del lavoro, pesavamo che in questi anni fosse maturata una maggiore disponibilità nei confronti di questa provincia e di questi lavoratori da parte della’azienda.
La mediazione posta in essere da parte dell’assessore nel chiedere alle parti un dialogo positivo si è miseramente infranta contro delle scelte che l’azienda evidentemente aveva già maturato.
Convinto che l’interesse della collettività può e deve essere anche azione sociale da parte delle aziende l’Asssessore invita pubblicamente il dr Bruno Tosoni a voler riconsiderare la decisione assunta dal gruppo di chiudere la sede di Avellino e di riprendere in via istituzionale un rapporto che possa aiutare a trovare una soluzione che allontani lo spettro della chiusura di un altro stabilimento nella nostra provincia.
L’assessore Solimine prendendo a pretesto la vertenza Saira, sottolinea la grande difficoltà che sta vivendo ad affrontare quotidianamente i tanti problemi posti in essere dalle tante troppe dismissione industriali senza che vi sia un solo elemento positivo di nuove attività industriali che possano compensare le fuoriuscite di lavoratori dal circuito del lavoro.
L’assessore rilancia con forza la necessità di trovare per questa provincia un luogo, un momento nel quale tutte le forze politiche,gli imprenditori, le forze sociali che in questi anni in maniera del tutto silenziosa hanno saputo affrontare la crisi, a voler porre in essere azioni comuni capaci di far uscire da quest’oblio la nostra realtà produttiva.
La proposta di una giornata di riflessione e di confronto tra gli imprenditori più capaci di questa provincia e le istituzioni debbono portare a ridisegnare la mission produttiva del territorio facendo tesoro e costruendo iniziative che partano da quelle positività presenti nel tessuto produttivo irpino.Occorre creare le condizioni di usare quello che abbiamo e non aspettare che qualcosa succeda perche così qualcuno ha deciso in questo momento o ci salviamo da soli o affondiamo senza che nessuno si preoccuperà per noi.
Una giornata di studio che approfondisca e si cimenti con i problemi per ricercare un’ impegno comune da porre in essere, definendo, cose possibili e immediate che diano un respiro occupazionale immediato ad un territorio che oggi non ha più ossigeno.
Al dr. Tosoni un reiterato appello a rivedere la posizione ed accettare di continuare la sfida insieme a noi e a non scappare, pur con tutte le ragioni del mondo, un’ imprenditore è anche un esempio di concretezza e di generosità nel rispetto della prerogativa di essere “imprenditore”ci auguriamo che il suo impegno sia ancora in questo territorio.

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