Riforma mercato lavoro, raccolta firme Uila supera quota 100mila

Raggiunto e superato l’obiettivo delle 100mila firme a sostegno dell’iniziativa “lavoro, una firma per quattro scelte di equità”, lanciata a fine aprile dalla segreteria nazionale della Uila . Sono infatti 109.853 le firme raccolte in tutta Italia, in Avellino grazie all’impegno profuso dei nostri delegati nei luoghi di lavoro, sono circa 800, a sostegno di “due scelte giuste da fare subito (risolvere il problema “esodati” e detassare i salari di produttività 2012) e di “due scelte sbagliate da non fare mai” (abolire l’indennità di mobilità e negare il reintegro ai lavoratori licenziati per infondati motivi disciplinari o economici).
“A conclusione dell’iniziativa, fa sapere Antonio De Lillo, segretario provinciale Alimentaristi Uila Uil – mercoledì 13 giugno alle ore 10,00 al teatro Capranica di Roma, si svolgerà una manifestazione pubblica alla quale, insieme a 800 delegati Uila provenienti da tutta Italia, parteciperanno Luigi Bobba vicepresidente commissione lavoro delle Camera dei deputati, Stefano Fassina responsabile economia e lavoro PD, Domenico Proietti segretario confederale Uil, Paolo Scarpa Bonazza Buora presidente commissione agricoltura Senato, Gaetano Quagliariello vicepresidente gruppo Pdl Senato, Tiziano Treu vicepresidente commissione lavoro Senato.
La Uila ha avviato questa raccolta firme quando sembrava che scioperi generali solitari e manifestazioni separate di protesta avrebbero costretto il governo a fare marcia indietro sulla riforma del mercato del lavoro. Così non è stato: vedi beffa sulla tassazione agevolata sui premi di produttività, dove senza nessun confronto col sindacato, il governo Monti ha ridotto l’importo detassabile da 6.000.00 euro a 2.500.00 e abbassato il limite reddituale degli aventi diritto da 40.000,00 euro a 30.000,00 contrariamente a quanto già previsto dal Dl 98/2011 che stabiliva anche per quest’anno criteri e stanziamenti (835 milioni di euro), pertanto noi chiederemo il ritiro di tale provvedimento che altro non è che una ulteriore tassa (circa 1.200,00 euro annui) ancora una volta sui soliti noti.
Intanto la riforma procede in parlamento, la promessa di scioperi e manifestazioni si è esaurita, i mass-media hanno spento i loro riflettori sui temi del lavoro. Come UILA abbiamo preferito la strada del coinvolgimento, giorno per giorno, delle lavoratrici e dei lavoratori e della ricerca del consenso sulle nostre proposte”.

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