“Per l’Unic i lavoratori devono pagare la crisi”

SOLOFRA – Il 12 gennaio 2011 si è svolto a Milano il previsto incontro in plenaria con l’UNIC per il rinnovo del CCNL Concia, scaduto il 31 ottobre 2010, che riguarda oltre 30mila addetti, (terzisti e accessoristi a cui si applica il CCNL inclusi). Alla fine dell’incontro è stato necessario proclamare lo stato d’agitazione, basato su una campagna di lotta, d’informazione e di denuncia per cercare di sbloccare una trattativa che, in tutta evidenza, si è arenata per responsabilità della controparte. L’Associazione Datoriale, durante l’incontro, ha mostrato di non volere affrontare concretamente le proposte di Filctem, Femca e Uilcem per un rinnovo salariale e normativo, in linea con quanto avvenuto durante questa stagione di rinnovi contrattuali di CCNL manifatturieri simili per struttura produttiva e dimensione aziendale. Le OO.SS. ritengono inaccettabile la proposta dell’UNIC di eliminazione della contrattazione preventiva, a livello aziendale, per le modifiche dell’orario di lavoro e al pagamento dei primi tre giorni di malattia a fronte di un’offerta salariale insufficiente (“80 € o poco più”). Ancor più grave si ritiene la motivazione data a questa “contropiattaforma” definendo il CCNL uno strumento spesso inutile e gravoso per le imprese. Le Segreterie Nazionali di Filctem, Femca e Uilcem, in linea con le rispettive delegazioni trattanti, sono fermamente convinte che, al contrario di quanto espresso dalla controparte, il CCNL consenta, non solo di soddisfare le ragionevoli attese dei lavoratori, ma anche di affrontare costruttivamente il difficile periodo e le trasformazioni che il settore della concia sta attraversando. Finora l’UNIC si è distinta positivamente tra le Associazioni imprenditoriali per lungimiranza, proponendo una strategia di competizione alta, basata sulla qualità dei prodotti e dei processi produttivi, che tenesse conto anche dei costi sociali e ambientali certificati sostenuti dalle imprese italiane. In questo rinnovo è invece emerso il “lato oscuro” dell’UNIC, che ripropone la vecchia e inaccettabile ricetta di scaricare sui lavoratori i costi della crisi. Viste le caratteristiche del settore, costituito da piccole imprese, le OO.SS. hanno deciso di avviare, da subito, una campagna di informazione ai lavoratori tramite attivi unitari dei delegati nei distretti e assemblee in tutte le fabbriche. Al termine di questa campagna informativa, si decideranno anche nel dettaglio le iniziative di lotta (scioperi, presidi, manifestazioni, ecc.) coordinate a livello nazionale, da affiancare alle iniziative di informazione sindacale al fine di illustrare all’opinione pubblica e alle varie istituzioni quanto la posizione dell’UNIC sia dannosa non solo per i lavoratori ma anche per lo sviluppo del Paese. E’ nostra ferma convinzione che tali azioni di lotta non saranno né sporadiche né limitate nel tempo, ma messe in campo finché non ci sarà un concreto atteggiamento da parte della UNIC di affrontare il rinnovo con spirito costruttivo. Come già successo nel periodo 2005-2006, quando la vertenza si concluse positivamente dopo 16 mesi di mobilitazioni, i lavoratori del settore sono pronti per una lotta di lunga durata, consapevoli che questo è anche il modo più utile per realizzare la rapida e positiva conclusione del rinnovo che si ritiene praticabile.

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