Produttività lavoro, De Feo: “Vergognoso il taglio degli sgravi”

Il 30 maggio scorso è stato emanato il decreto attuativo per la detassazione dei premi di produttività 2012. Il provvedimento ha prorogato le misure per l’incremento della produttività del lavoro previste dall’articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93 (convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126). “Al riguardo – sottolinea il segretario generale della Uil Franco De Feo – si ricorda che l’imposta sostitutiva del 10% al posto dell’Irpef ordinaria si applica a tutti gli emolumenti (retribuzioni, premi, indennità, maggiorazioni, ecc.) riconducibili a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’Impresa. In questo modo, quindi, anche lo straordinario, se e in quanto correlato a parametri di produttività, è agevolato.
“La Uil – prosegue De Feo – in questi mesi ha più volte richiamato il governo sulla necessità di emanazione del decreto per rendere applicabile un diritto dei lavoratori già approvato dalla Legge n. 183/2011 (Legge di Stabilità), con la quale si sono stanziati 835 milioni di euro nel 2012 e 263 milioni nell’anno 2013 proprio per l’applicazione dell’agevolazione in questione. Con il decreto attuativo sono stati modificati i parametri riguardanti l’importo massimo assoggettabile all’imposta sostitutiva nonché il limite massimo di reddito annuo oltre il quale il titolare non può usufruire dell’agevolazione. In particolare, rispetto al 2011, il limite del bonus è passato da 6.000 a 2.500 euro e il tetto del reddito da 40.000 a 30.000 euro. Tale modifica implica l’esclusione di dall’agevolazione ed una significativa continueranno ad usufruire della stessa.
Il presente decreto, quindi, oltre ad essere arrivato con incredibile ritardo, è una beffa per i lavoratori, in quanto restringe notevolmente la platea dei destinatari dell’agevolazione. Con questo provvedimento, inoltre, si compromette una politica portata avanti in questi anni di legame tra le dinamiche salariali e la produttività. E’ dunque un provvedimento regressivo e dannoso che la UIL trova vergognoso perché rappresenta l’ultimo atto di una politica fiscale che grava particolarmente sul mondo del lavoro dipendente.
Una politica fiscale equa deve partire proprio da una riduzione delle tasse sul lavoro già dal 2012 per sostenere la ripresa dell’economia del nostro Paese. Sosterremo questa proposta già nella manifestazione nazionale unitaria del prossimo 16 giugno che rappresenta solo l’inizio di un’iniziativa volta a ristabilire l’equità fiscale”.

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