Fare la spesa? Ad Avellino c’è poca convenienza

Fare la spesa ad Avellino conviene poco alle famiglie: si spende tanto e nonostante i diversi punti vendita esistenti sul territorio si riesce a risparmiare poco. Lo dice un’indagine dell’associazone Altroconsumo: si tratta del 23esimo appuntamento annuale con l’inchiesta che fotografa le dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione all’interno di 61 città italiane. Ad Avellino gni famiglia spende in media 6409 euro all’anno: più di tutte le altre città campane. A Napoli la spesa è di 6358 euro all’anno mentre a Caserta di 6386. Solo Salerno si avvicina ad Avellino con una spesa media annua per famiglia di 6407 euro. Il discorso si ribalta per il capoluogo irpino uando si parla di risparmio. Secondo Altroconsumo se si sceglia bene tra i supermercati presenti sul territorio di riferimento si può arrivare anche ad un risparmio di 1.500 euro all’anno. Ad Avellino, però, pur valutando bene dove andare a fare la spesa non si superano i 271 euro. Solo Caserta fa di peggio con un risparmio massimo di 236 euro. Le altre due città campane monitorate dall’associazione di categoria, Napoli e Salerno, sono risultate decisamente più convenienti con risparmi, rispettivamente, di 309 e 307 euro.”La spesa media di una famiglia italiana tra alimentare, prodotti per l’igiene personale e per la casa si prende il 20% del bilancio totale annuale familiare: per l’Istat sono in media 6.372 euro all’anno. Approfittare – sostiene Altroconsumo – dei margini di risparmio offerti da sconti, primi prezzi o scegliendo gli hard discount per trovare i prodotti non di marca può incidere sino a far risparmiare ben 3.500 euro in un anno”. Altroconsumo ha stilato la graduatoria delle città registrando 898mila prezzi presi da 950 punti vendita: 162 ipermercati; 603 supermercati, 185 hard discount. Nel valutare i diversi scenari possibili di acquisto e di possibilità di risparmio sono stati creati dei carrelli-tipo, sia considerando 531 prodotti freschi di marca di ben 104 tipologie diverse (come biscotti, frutta, detersivi, bibite), sia scegliendone la versione a scaffale più economica in assoluto. L’indice più basso, base 100, è stato assegnato al punto vendita in assoluto meno caro, trovato ad Arezzo. La spesa media più bassa di tutte le 61 città presa ad esame è a Pisa (5.969 euro), seguita da Firenze e Verona. Catania e Aosta, invece, sono risultate le più care e allo stesso tempo le meno convenienti.

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