Crisi occupazione giovanile, Paradiso: urge tavolo di confronto

In merito alla crisi occupazionale giovanile, vi proponiamo la nota integrale di Paolo Paradiso, esponente di Generazione Giovani, il movimento giovanile di Fli:
“«Il Paese è unito ma servono più interventi in favore dei giovani e maggiore equità sociale». Sono questi i richiami più forti del messaggio di fine anno di Giorgio Napolitano, al quale attentamente ho assistito e apprezzato per l’aver ritratto in modo realistico il quadro triste e desolante sulla situazione del mondo giovanile in Italia. L’attenzione del Presidente della Repubblica alla crisi che coinvolge i ragazzi italiani giunge forse anche in ritardo perché delle sane e importanti riforme in materia di politiche giovanili ma ancorché riforme sul futuro,perché di questo noi abbiamo bisogno, non se ne vedono da anni. Il risultato di questo disinteresse verso il futuro dei ragazzi ha portato alla grigia situazione di oggi dove il dato più preoccupante è il valore assunto dal tasso di disoccupazione giovanile. Infatti il tasso di disoccupazione di coloro che hanno un’età compresa tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 28,9%, il valore più elevato dal 2004 ad oggi.
Ma non è finita, infatti analizzando i dati l’Italia tra i Paesi industrializzati è quella:
· con minor peso demografico ed elettorale delle giovani generazioni (under 25 sotto quota 25% sulla popolazione totale);
· che investe meno sulle giovani generazioni: la spesa per protezione sociale sul PIL, togliendo la parte destinata alle pensioni, è un terzo in meno rispetto alla media europea;
· con più bassa scolarizzazione e più bassa occupazione giovanile, oltre che maggior divario tra disoccupazione giovanile e disoccupazione adulta;
· con stipendi e salari all’ingresso tra i più bassi , senza contare oggi l’introduzione degli stage in azienda che in mancanza di controlli adeguati si trasformano in veri e propri strumenti di sfruttamento · con età più ritardata di conquista di una propria autonomia e di formazione di una propria famiglia (metà delle donne arrivano a 30 anni senza ancora essere sposate e metà degli uomini arriva celibe fino a 33 anni);
· con sistema previdenziale più squilibrato e iniquo, ovvero con maggior divario di requisiti e trattamento pensionistico tra le vecchie e le giovani generazioni;
· con maggior debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti;
· con età media più elevata della classe dirigente (in particolare quella politica).
Penso che mai come in questo momento ci sia bisogno di iniziare seriamente a dare delle risposte immediate e urgenti a questa piaga sociale, il ministro Sacconi afferma che tra le ragioni dell’elevata disoccupazione tra i giovani in Italia ci sono anche i “cattivi maestri e i cattivi genitori”, io darei invece la colpa maggiore alle classi dirigenti che non sanno investire sulla ricerca, sull’istruzione e sulla formazione di ragazzi italiani.
Nella nostra Irpinia il quadro non è diverso da quello nazionale anzi lo supera in negativo,infatti il tasso di disoccupazione nella popolazione tra 15 e 24 anni è pari al 29,5 per cento, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto a marzo 2010 e di 4,5 rispetto ad aprile 2009.
Ovviamente questo dato negativo porta alla conseguenza che i ragazzi dei comuni dell’Irpinia lasciano la propria terra per emigrare altrove, questo dato è confermato dal rapporto Migrantes dove salta fuori che nel biennio 2008-2010 ben seimila persone hanno abbandonato i nostri comuni.
Per tutti questi motivi noi di Generazione Giovani (movimento giovanile di Fli) chiediamo al Presidente della Provincia Cosimo Sibilia, al Sindaco di Avellino Giuseppe Galasso e a tutti gli amministratori irpini di aprire un tavolo di confronto col mondo giovanile locale costituito da movimenti, associazioni, sindacati, forum per trovare sinergicamente delle soluzioni efficaci al problema dell’emigrazione e della disoccupazione giovanile”.

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