Chi è stato colpito maggiormente dalla crisi in Campania

La crisi è ancora presente, soprattutto considerando il quadro generale di regioni come la Campania. Secondo le rilevazioni effettuate da Confesercenti, infatti, sono state addirittura 6.016 le attività costrette a dichiarare fallimento e a chiudere le saracinesche: e non sono bastate nemmeno le oltre 3.000 nuove attività nate durante il 2015 a far andare in positivo il bilancino delle imprese nella regione. …

La crisi è ancora presente, soprattutto considerando il quadro generale di regioni come la Campania. Secondo le rilevazioni effettuate da Confesercenti, infatti, sono state addirittura 6.016 le attività costrette a dichiarare fallimento e a chiudere le saracinesche: e non sono bastate nemmeno le oltre 3.000 nuove attività nate durante il 2015 a far andare in positivo il bilancino delle imprese nella regione.

A questi dati già abbastanza negativi, si aggiungono anche quelli relativi al tasso di disoccupazione giovanile, che in Campania ha visto più di 80.000 persone perdere il proprio lavoro, con un saldo negativo pari a -4.000 unità rispetto all’anno precedente. Per non parlare, poi, del fallimento più illusorio e per certi versi più clamoroso: il Jobs Act.

Stando ai dati raccolti da Confesercenti, questo è un periodo nero non solo per i lavoratori, divisi fra precariato e disoccupazione, ma anche per le aziende. Molte delle imprese sull’orlo del fallimento si trovano indebitate fino al collo, a causa della presenza di tantissime fatture insolute, soprattutto se si fa riferimento ai settori legati al commercio e a regioni particolarmente vessate, come quelle del Sud.

Per non parlare, poi, delle ulteriori spese che si accumulano per via dei costi legali. Come può l’azienda evitare di confrontarsi con acquirenti impossibilitati al pagamento? Per evitare tali situazioni il consiglio potrebbe essere quello di studiare chi si ha di fronte, prima di stipulare qualsiasi tipo di accordo di vendita. Come fare? Da questo punto di vista esistono portali web che consentono di effettuare la visura del codice rae dell’azienda, e di reperire altre informazioni fondamentali, come ad esempio il bilancio, lo stato economico e l’elenco dei soci.

Nemmeno il Jobs Act è riuscito ad ammorbidire una situazione che, in Campania, si fa sempre più spinosa ogni mese che passa. La riforma, che inizialmente aveva illuso più di un lavoratore campano, ha avuto vita breve e ha addirittura esasperato una crisi sempre più profonda e radicata, che ha visto crollare drasticamente il numero di contratti a tempo indeterminato, dopo una parziale risalita durante il primo trimestre di questo 2016.

Una vera e propria bolla di sapone esplosa sotto i durissimi colpi del precariato, dei contratti a tempo determinato o sotto forma di apprendistato. Ed i motivi sono da far risalire ad una crisi che non guarda in faccia a nessuno: anche le aziende, infatti, si trovano costrette a mettere numerosi paletti alle assunzioni, per via di una situazione finanziaria lontana anni luce dai fasti pre-crisi, e che ne limita ovviamente la possibilità di assumere nuovi dipendenti.

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