Artigianato e agricoltura: così ripartono le zone interne

VILLAMAINA – “La Valle d’Ansanto ha le potenzialità. Ora servono luoghi e strutture per esposizioni permanenti delle eccellenze locali”. L’intervento dell’assessore alla Cultura del Comune di Villamaina, Nicola Trunfio, sintetizza bene la prima sessione di seminari organizzati dal Gal Cilsi. Ma il riferimento alla zona tra Villamaina e Rocca San Felice può tranquillamente estendersi a molti luoghi dell’Alta Irpinia, da Bagnoli Irpino a Bisaccia. “Posti che non riescono ad accedere alle principali vetrine del turismo – ha spiegato Tronfio – per delle debolezze strutturali, come la distanza tra i principali flussi turistici, e per la scarsa cooperazione tra Comuni”. Nella cittadina delle terme i temi si sono snodati tra artigianato e filiera agroalimentare, con tutto l’indotto potenziale (come il turismo enopgastronomico). “Il quadro è drammatico, in questi anni 10mila persone hanno abbandonato i paesi d’origine – ha ricordato il sindaco di Villamaina, Michele Marruzzo – e ripartire dalla valorizzazione del territorio è l’unica prospettiva possibile”. Ettore Mocella, presidente del Gal Cilsi e della Confartigianato di Avellino, ha parlato dell’importanza di un’azione fattiva che non dimentichi le basi drammatiche legate al terremoto e al tempo stesso sappia trovare le forze per il rilancio: “L’artigianato conta più di 8000 imprese in provincia di Avellino, un elemento economico. Ma artigianato e luogo di produzione non devono essere scollegati: il turista vuol vedere nei prodotti dell’artigianato un prodotto della cultura”. Giustino Catalano, fiduciario Slow Food, ha ammonito: «Artigianato e agricoltura come volano economico, abbiamo dimenticato la nostra vocazione agricola ed artigiana, che dobbiamo assolutamente recuperare”. Per Mario Salzarulo, coordinatore del Gal Cilsi «il concetto di “locale” parte da ognuno di noi, non è un concetto avulso dalla realtà. E a questo proposito – ha ribadito – l’azione del Gal vuole essere non di semplice supporto. Se abbiamo delle produzioni di qualità in queste zone – ha continuato – il turista deve accorgersene e in questo serve il sostegno dei fondi europei e la spinta dal basso delle comunità». A seguire gli interventi degli agricoltori, che hanno lanciato un s.o.s. alle istituzioni. A Villamaina erano presenti i rappresentanti dello Stapa-Cepica, come Angelo Petretta e Luca Branca. Maria Sarnataro, vice presidente Onaf, si è invece concentrata sulla costituzione e sullo sviluppo dei percorsi del prodotti enogastronomici, come la “strada del formaggio”. Per Piero Sardo, presidente Fondazione Slow Food, serve il «racconto del prodotto e la giusta tracciabilità. Sono punti di partenza. Poi come associazione – ha concluso – vogliamo implementare i presidi Slow Food in tutta Italia”. Nel pomeriggio bis a Rocca San Felice, ristorante la Ripa, con le linee strategiche del Psl.

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