De Maio (Filctem Cgil): “Una nuova politica industriale per il distretto conciario”

Solofra e l’impianto di depurazione industriale finiscono nella lista dei cattivi durante un evento a Bologna promosso da Burberry per l’eliminazione delle sostanze pericolose dalla filiera. Nella cittadina conciaria non ci stanno. E chiamano in causa la Regione Campania proprietaria dell’impianto.

Sul punto Carmine De Maio della Filctem Cgil fa sentire la sua voce. “Le ultime vicende del distretto conciario solofrano – si leg avrebbero dovuto imporre una seria riflessione da parte di tutti i protagonisti del territorio, per confrontarsi durante l’ incontro fissato  il 20 marzo. Invece, ancora una volta assistiamo a dichiarazioni estemporanee al contesto reale, paventando presunti complotti come dichiarato dal presidente della commissione Ambiente che però fino ad oggi non aveva dato  nessun segnale di vita, o invocando aiuti di una politica da sempre assente nel territorio ( cosa che è stata confermata dal  voto del 4 marzo che ha bocciato tutta la classe politica ).La dichiarazione di Bruberry o di qualche altro era già nell’aria, prima o poi doveva accadere. Come Filctem Cgil da sempre siamo in campo, richiamando tutti a prestare attenzione su tutto ciò che avviene  dentro il distretto conciario ( proponendo il censimento di tutte le aziende presenti sul territorio per aver un quadro della situazione su cui poter discutere), con un focus sull’ ambiente (proponendo un patto sulla legalità in grado di arginare la concorrenza sleale e tutelare l’ambiente ), ribadendo che non è accettabile che lavoro ed ambiente non possano coesistere e che anzi il giusto equilibrio, oggi, è volano di una nuova economia”.

“Purtroppo, il velo di silenzio che tutti si sono imposti ha coperto tutto e tutti nonostante la crisi che dal 2008 ha colpito in modo pesante il distretto facendo crollare il suo fatturato  da 800.000.000 a 340.000.000 ed i volumi di acqua da depurare si sono dimezzati da 1.121.364 mc Dicembre 2008 a 602.502 mc Dicembre 2015 così come certificato dall’ ASL Avellino. La più grande difficoltà del distretto è sempre stata la mancanza di una visione e di una collaborazione comune tra i conciatori, intenti solo a guardare al proprio giardino. Soltanto attraverso una vera operazione di collaborazione tra istituzioni, conciatori e parti sociali si potranno invertire le sorti e l’immagine di questo distretto”.

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