Casina del Principe, la solita musica

I Vigili Urbani di Avellino avrebbero (il condizionale è d’obbligo in assenza di comunicazioni ufficiali) interrotto un concerto organizzato all’interno della Casina del Principe dall’Associazione Avionica, provvedendo anche a denunciare all’autorità giudiziaria i responsabili dell’evento. Sulla rete circolano anche delle fotografie che testimoniano il degrado nel quale versa il monumento (tale è, ricordiamolo sempre) di corso Umberto; fotografie che secondo alcuni provano il cattivo uso del luogo da parte dell’associazione, mentre secondo i ragazzi di Avionica sono relative a una parte dell’immobile che è di esclusiva gestione comunale.
E’ evidente che se nella Casina del Principe si è tenuto un concerto in barba a tutte le norme anticovid, chi lo ha organizzato dovrà dare conto alla giustizia e alla stessa Amministrazione Comunale. Più complesso è il problema relativo alla condizione e all’uso che da tempo si fa della Casina del Principe e di tutti i cosiddetti luoghi della cultura avellinese: Victor Hugo, Villa Amendola, Eliseo (se e quando sarà inaugurato). Alla incapacità di garantire persino una ordinaria manutenzione per edifici storici che versano nel degrado, si unisce l’assenza di idee e progetti strutturali. E così tutto si risolve sempre nella inaugurazione di qualche mostra, alla quale segue la concessione di stanze, aule, interi piani in favore di associazioni, a titolo quasi sempre gratuito. Ma l’associazione persegue legittimamente fini propri ancorché lodevoli sul piano sociale, non si sostituisce al Comune che da sempre non ha una politica culturale da portare avanti, e che finisce per confondere la cultura con lo spettacolo. Sarebbe ora che questi luoghi iniziassero a essere considerati per quello che sono: pezzi di storia cittadina che va innanzitutto conosciuta e valorizzata. Nella Casa della Cultura ha vissuto Victor Hugo, possibile che nessuno abbia mai pensato di promuovere una visita guidata nell’edificio per gli studenti avellinesi? Villa Amendola conserva uno dei maggiori esempi di vegetazione, studiati da diversi studenti delle facoltà di agraria e botanica: a nessuno è venuto in mente di avviare un dialogo con qualche ateneo? Sull’Eliseo infine avanza il sospetto che la sua apertura sia ogni volta ritardata anche perché in fondo nessuno sa che farci lì dentro, e che siano anche finite le associazioni, i comitati, ai quali affidare qualunque cosa.
Sfrattare un’associazione e sostituirla con un’altra non risolve il problema che ad Avellino esiste da tempo: i luoghi , le case non mancano. La cultura evidentemente sì.

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