CRONACA MEDIA VALLE DEL CALORE – Il giorno dopo lo scoop de Il Mattino sulle discariche d’amianto lungo gli argini del fiume Calore infuriano le polemiche, e lo sdegno, degli ambientalisti di quel comprensorio che da tempo denunciano lo scempio del territorio. “Intervenga la Procura- ha dichiarato Gerardo Colarusso, responsabile dell’associazione’Ambiente e Vita’ da anni impegnato in prima linea in difesa del territorio e contro i bracconieri-. Grazie alla denuncia fatta mediante un reportage dalla giornalista Barbara Ciarcia è stato possibile riportare alla luce, e quindi all’attenzione dell’opinione pubblica e delle massime autorità provinciali, il disastro ambientale che da tempo si sta consumando nella più assoluta indifferenza nella media valle del Calore. E’ necessario intensificare i controlli, anche da parte delle amministrazioni locali che fanno finta di non sapere e non vedere. La magistratura però adesso deve fare la sua parte”. E’ una ‘terra dei fuochi’ in scala ridotta dove però i rifiuti, pericolosi e ingombranti, non si bruciano ma si sotterrano alla meglio a pochissimi metri dalle sponde fluviali e a ridosso di campi e vigneti autoctoni. “Qualche sindaco sta collaborando- continua ancora Colarusso- ma molti altri evitano persino di incontrarci quando effettuiamo perlustrazioni e segnalazioni di discariche abusive di amianto, gomme e rifiuti altamente nocivi. Ci vuole più sensibilità e collaborazione. E se non abbiamo noi rispetto dell’ambiente e del territorio n cui viviamo non possiamo certo pretenderlo da altri”. Intanto continuano i controlli da parte delle guardie ambientali, e proprio in seguito a questa ispezione sono state scoperte tombe d’amianto tra i canneti e i campi abbandonati in una zona di confine tra Lapio e Taurasi.



