Usura ed estorsione: scacco al clan Pagnozzi, quattro arresti

Maxi operazione dei carabinieri di Avellino contro il clan Pagnozzi. Questa mattina i militari dell’Arma hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli,  a carico di elementi di primissimo piano della cosca a partire dal capo indiscusso, Gennaro Pagnozzi, 74 anni, detto “o giaguaro”. In manette anche sua moglie Rita De Matteo, anch’ella di 74 anni. Arrestato anche il fratello di Gennaro, Paolo Pagnozzi, 68 anni, ed un elemento da sempre co…

Maxi operazione dei carabinieri di Avellino contro il clan Pagnozzi. Questa mattina i militari dell’Arma hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Napoli,  a carico di elementi di primissimo piano della cosca a partire dal capo indiscusso, Gennaro Pagnozzi, 74 anni, detto “o giaguaro”. In manette anche sua moglie Rita De Matteo, anch’ella di 74 anni. Arrestato anche il fratello di Gennaro, Paolo Pagnozzi, 68 anni, ed un elemento da sempre considerato molto vicino al clan, Davide Pisano, 68enne. L’attività investigativa ha fatto luce in particolare su uno specifico episodio di usura ai danni di una famiglia di imprenditori della Valle Caudina che, a fronte di un prestito concesso nel 2008 di 13mila euro, si sono trovati a restituire nel 2011 circa 70mila. Quando gli imprenditori hanno deciso di non pagare più le somme richieste dagli usurai, sono iniziate da parte del “giaguaro” che si alternava con il fratello, la moglie ed il Pisano, le vessazioni e le minacce tendenti a costringerli a continuare a versargli mensilmente la somma richieste. Le vittime (marito e moglie) sono state più volte invitate a recarsi al cospetto del boss, che li minacciava per farsi restituire il capitale prestato più gli elevati interessi. In un’occasione – era il dicembre 2010 – Gennaro Pagnozzi si recò presso il negozio delle sue vittime dove avrebbe malmenato la moglie del titolare quando questa ebbe l’ardire di dirgli che non aveva più soldi da dargli. Fu questo evento che fece partire le indagini che hanno ricostruito l’intera vicenda.

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