Riciclaggio: irpino coinvolto nel blitz anticamorra di Napoli

Blitz della Guardia di Finanza nel napoletano dove nella notte sono state eseguite 60 ordinanze di custodia cautelare (22 persone in carcere, 25 ai domiciliari, 13 divieti di dimora) e sequestrati in via preventiva beni per ben oltre un miliardo di euro, nell’ambito dell’operazione delle Fiamme Gialle denominata “Bad Iron” eseguita nei confronti di un noto gruppo imprenditoriale partenopeo operante nel settore degli alimentari, delle compravendite immobiliari, della gestione di alberghi e dei materiali ferrosi.
L’accusa è stata quella di associazione a delinquere e riciclaggio. Individuate precise responsabilità anche di alcuni giudici tributari: nel cosiddetto “mercato delle sentenze” che è stato possibile scoprire a seguito degli accertamenti (coordinati dalla Direzione Distrettuale di Napoli) sono risultati implicati anche un garante del contribuente della Campania ed un funzionario dell’agenzia delle entrate. Per quanto riguarda l’Irpinia, l’indagine ha portato alla luce le responsabilità di tale B.G. (di anni 43), nato ad Avellino, nei cui confronti è stato stamane notificato un provvedimento di “divieto di dimora nel comune di Napoli”. Inoltre, sempre su delega dei colleghi di Napoli, nella mattinata odierna il dipendente Nucleo di Polizia Tributaria di Avellino ha provveduto alla notifica di specifici provvedimenti di sequestro presso l’Agenzia del Territorio (per un totale di 14 beni immobiliari) e presso la C.C.I.A.A. (complessivamente il 100% delle quote societarie di tre distinte imprese con sede in Avellino, per oltre 120.000 euro di capitale sociale), il tutto riconducibile ai soggetti emersi nel corso dell’indagine condotta a Napoli.

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