“Dati choc sul lavoro nero? Più controlli su commercio e turismo”
L’incontro tenuto questa mattina presso il CLES di Avellino ha messo in evidenza ancora una volta la situazione di assoluta gravita che si registra in Irpinia relativamente al ricorso al lavoro nero ed irregolare. L’attività ispettiva dell’ultimo trimestre riporta un quadro allarmante in provincia di Avellino.
Dai dati diramati dall’INPS sono state 158 le aziende controllate, di cui 125 non regolari, per un recupero di 750 mila euro di evasione contributiva. Dall’INAIL: 47 aziende ispezionate, tutte irregolari, con l’individuazione di 7 lavoratori in nero e 76 irregolari, per un recupero contributivo di 76 mila euro.
Dall’Asl sono state effettuate 12 vigilanze a cantieri edili, 52 ad altre tipologie di attività, 46 per verifica presenza amianto e 12 per infortunio. Una sola denuncia di malattia professionale è giunta all’Asl in un trimestre. Guardia di Finanza: su 13 aziende visitate dodici sono risultate irregolari, 30 lavoratori in nero e 21 irregolari.
Direzione provinciale del Lavoro: ha visitato 765 aziende di cui 435 irregolari, con 300 lavoratori irregolari di cui 138 in nero, recuperando 485 mila euro.
Il lavoro nero ed irregolare nello stesso periodo del 2010 è più che raddoppiato rispetto al 2009. 7 sospensioni di attività di cui 3 in edilizia, le aziende artigiane sono state 19, 15 in nero e due sono state sospese, per un recupero di 9 mila euro. La Fillea CGIL di Avellino e la CGIL apprezzano lo sforzo effettuato dagli organi ispettivi ed i risultati ottenuti nell’azione di controllo, sebbene i dati registrati confermano le preoccupazioni del sindacato.
“Nonostante la crisi – afferma Antonio Famiglietti, segretario della Fillea Cgil di Avellino – il ricorso al lavoro irregolare e nero è sempre più frequente. Il fenomeno – aggiunge Famiglietti – è in aumento come la Fillea e la Cgil hanno denunciato già nei mesi scorsi, proprio nei periodi di congiuntura sfavorevole. Abbiamo proposto al tavolo del Cles di attuare una serie di controlli preventivi sui cantieri che verranno aperti per l’utilizzo dei fondi Fesr, ma l’azione ispettiva va estesa anche ai settori diversi dall’edilizia, in particolare sul settore del commercio ed in occasione dei periodi estivi anche nel settore del turismo e delle attività ricettive presenti sul territorio provinciale, comprese quelle legate alle manifestazioni culturali e della tradizione irpina. Purtroppo – spiega Famiglietti – le prospettive lavorative in provincia di Avellino spingono molti giovani e disoccupati ad accettare condizioni di lavoro disumane, dove vi è un uso distorto e patologico dei criteri della flessibilità. E’ il caso sempre più frequente del settore commercio, del turismo dove nella quasi totalità dei casi non rispettano le regole contrattuali e dove si contravviene alle norme che regolano il rapporto retributivo e contributivo. Lo stesso accade per le cooperative dei piani di zona sociali, dove chi opera è costretto a subire vere e proprie angherie. Noi siamo disposti a denunciare e a chiedere alla forze ispettive di continuare l’impegno in termini di controllo e di prevenzione del fenomeno del lavoro nero ed irregolare”.

