” Il >processo Aste Ok non ha le caratteristiche di un’associazione a delinquere di stampo camorristico“. Su questo aspetto ha insistito l’avvocato Gaetano Aufiero – davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli – per oltre tre ore nel corso delle discussioni degli abbreviati per Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo, Beniamino Pagano, Livia Forte, Armando Aprile, Antonio Barone e GIanluca Formisano. Damiano Genovese ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario.
Al termine della sua arringa, ha chiesto l’assoluzione per i tre imputati che assiste: Nicola Galdieri, Carlo Dello Russo e Beniamino Pagano.
Aufiero ha costruito la sua difesa attorno a un punto preciso: l’organizzazione contestata dall’accusa non avrebbe i requisiti normativi per essere ricondotta a un sodalizio di stampo mafioso.Gli elementi che, a suo avviso, mancano sono tre: il controllo del territorio, lo stato di assoggettamento delle vittime e l’omertà. Su quest’ultimo punto, il legale ha portato un dato concreto: tutte le persone offese hanno sporto denuncia e si sono costituite parte civile.Un fatto difficilmente compatibile, ha sostenuto, con la logica dell’intimidazione che caratterizza le organizzazioni criminali di tipo camorristico.Parte della discussione ha riguardato Livia Forte, anch’ella imputata nel processo. Aufiero ha messo in dubbio la sua attendibilità come fonte, riprendendo peraltro rilievi già sollevati dallo stesso pubblico ministero: «Ha cambiato continuamente versione, sostenendo che una volta era stata prelevata con forza da Beniamino Pagano e un’altra volta da Carlo Dello Russo».Quanto a Pagano, il difensore ha aggiunto un elemento di fatto: nel periodo cui si riferiva la Forte, l’imputato era in stato di detenzione. Al termine della discussione ha chiesto l’ assoluzione per Nicola Galdieri e Carlo Dello Russo. Il 4 giugno continuerà la discussione per ll’ altro imputato Beniamino Pagano. La sentenza del gup è attesa per settembre.
A febbraio 2026, il pm Woodcock aveva formulato le richieste di condanna per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.Le pene, ridotte di un terzo rispetto a quelle avanzate nel processo ordinario, sono le seguenti: 16 anni e 8 mesi per Armando Aprile, 16 anni per Livia Forte, 11 anni 11 mesi e 5 giorni per Gianluca Formisano, 11 anni per Beniamino Pagano, 9 anni 10 mesi e 10 giorni per Antonio Barone, 8 anni e 10 mesi ciascuno per Carlo Dello Russo e Nicola Galdieri — questi ultimi limitatamente ai reati-fine, la turbativa d’asta. Per questi ultimi due, il pm ha chiesto che non si proceda per l’accusa di associazione camorristica: i due sono già stati giudicati per lo stesso fatto nel procedimento denominato “Nuovo Clan Partenio”.

