Attesa la decisione del gup del tribunale di Avellino, Giulio Argenio sulla richiesta di rinvio a giudizio di Romina Manzo e i suoi due amici Alfonso Russo e Loredana Scannelli per la scomparsa di Mimì Manzo, sparito l’8 gennaio 2021 a Prata Principato Ultra. Nella precedente, udienza celebrata, lo scorso 23 ottobre, il pm aveva formulato il nuovo capo d’imputazione e chiesto il rinvio a giudizio di Russo e Scannelli per omicidio aggravato e di Romina, figlia dell’ex muratore, per favoreggiamento. Stessa richiesta avanzata dalle difese di parte civile, gli avvocati Nicodemo Gentile ed Ennio Napolillo. In aula Gentile ha richiamato l’attenzione sulla prima ordinanza del primo gup, «18 pagine dove emergeva zone opache nella condotta dei due imputati».
I difensori dei tre imputati, invece, avevano chiesto il proscioglimento per i tre giovani mettendo in evidenza alcuni elementi contrastanti nella stessa ricostruzione fatta dalla Procura.
L’avvocato Dario Cierzo, legale di Russo, aveva focalizzato l’attenzione sull’orario. La Procura colloca la scomparsa alle 21.57 e 33 secondi e, alla stessa ora, indica Russo appena fuori dalla casa di Manzo, mentre cammina verso l’auto. «Non si trova in quel tristemente famoso incrocio», ha detto. Per lui a far salire Manzo fu un’altra macchina, ripresa dai fasci di luce e di quelle immagini dispone solo la Procura.
L’avvocato Dario Cierzo, legale di Russo, aveva focalizzato l’attenzione sull’orario. La Procura colloca la scomparsa alle 21.57 e 33 secondi e, alla stessa ora, indica Russo appena fuori dalla casa di Manzo, mentre cammina verso l’auto. «Non si trova in quel tristemente famoso incrocio», ha detto. Per lui a far salire Manzo fu un’altra macchina, ripresa dai fasci di luce e di quelle immagini dispone solo la Procura.
Per l’avvocato Rolando Iorio, che difende Scannelli, amica di Romina Manzo, questo è “un processo senza alcun elemento di risconto alle supposizioni investigative. Tra l’altro, in venticinque anni di attività professionale, non ho mai visto due ragazzini prendere un corpo e in dieci minuti farlo scomparire”. Per lui l’accusa è fondata su «mere supposizioni» e ha ricordato che la sua assistita è incensurata.
L’avvocato Federica Renna, che assiste Romina Manzo, ha parlato di un semplice problema di memoria sugli orari, senza alcun ostacolo alle indagini. La ragazza, ha aggiunto, è pronta anche a un rinvio a giudizio, ritenuto ingiusto, pur di sapere dove sia il corpo del padre. Romina ha confermato di aver sbagliato all’inizio, perché confusa quella notte. Ha raccontato che Russo le disse: «Non lo cercare più, perché tanto è morto». Lì per lì non chiese spiegazioni. Dopo alcuni mesi, ad aprile secondo il suo ricordo, andò dai carabinieri a riferirlo».
L’ultima sera di Mimì Manzo e il ruolo degli indagati
Quella sera Manzo aveva litigato con la figlia, che per i suoi vent’anni aveva organizzato una festa nella casa di via Padre Sementa, nonostante le restrizioni anti Covid. Secondo il padre, tra gli invitati c’era chi consumava droga e alcol. Non vedeva di buon occhio Russo e Scannelli: riteneva che sfruttassero la ragazza e le facessero spendere il risarcimento ottenuto dopo un grave incidente stradale. Verso le 21.45 uscì di casa e andò a piedi verso la Basilica dell’Annunziata. Alle 21.50 circa arrivò all’incrocio vicino a un ristorante e svoltò in direzione della stazione. Da lì non ci sono più tracce. È a quel punto che, per l’accusa, entrano in scena i due imputati. Russo era in un bar di Prata, telefonò a Romina e raggiunse la casa. Vide Mimì allontanarsi, lo salutò ed entrò. Uscì alle 21.57 circa, salì in auto e prese la stessa direzione, passando da via Nocelleto e da una stradina verso la località Fontana del Prete, fino alle vicinanze della Basilica. Alle 22.32 Scannelli lo chiamò e lo raggiunse su una T-Roc noleggiata insieme a Romina Manzo. In quell’intervallo, sostiene la Procura, i due avrebbero causato la morte di Manzo, nascosto il corpo nella T-Roc e poi fatto sparire. Contestata anche l’aggravante del motivo abietto. A Romina Manzo viene contestato il favoreggiamento. Alcune sue dichiarazioni ai carabinieri sarebbero state smentite dai tabulati telefonici e dalle telecamere di videosorveglianza.

