In piena notte, alle due, la sentenza contro il clan Graziano di Quindici. Dopo 11 ore di camera di consiglio la corte d’assise del tribunale di Avellino ha condannato 9 dei 13 imputati finiti alla sbarra nell’ambito dell’inchiesta ribattezzata “Rewind” coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli e portata a termine dai carabinieri del reparto investigativo di Avellino, diretti dal capitano Massimo Fettizio. L’operazione scattò nel maggio del 2008 e decapitò l’intero clan del Vallo grazie alle dichiarazioni del boss pentito Felice Graziano. Diciasette anni sono stati comminati a Salvatore Graziano, 12 anni a Fiore Graziano mentre Arturo Graziano e Antonio Dannarumma sono stati condannati a 11 anni. Infine 6 anni e sei mesi a Biagio Fusco e tre anni e sei mesi a Nicola Allegretti. Sono quattro le assoluzioni e riguardano Felice e Massimo Graziano e Patrizio e Augusto Donnarumma. Dalle indicazioni di Felice Graziano, gli inquirenti ricostruirono il cartello camorristico siculo-campano sul mercato dell’ortofrutticolo. Tanti gli imprenditori, soprattutto irpini e salernitani, che erano finiti nella morsa delle estersioni e del racket della famiglia Graziano. Gli introiti da capogiro del sodalizio camorristico di Quindici, però, finirono per generare frizioni interne dalle quali nacque il pentimento di felice graziano.




