Omicidio Carlino, dopo 12 anni in manette il boss Clemente

In manette dopo 12 anni perchè ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio Carlino. Nel corso di una operazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, Fiore Clemente di San Martino Valle Caudina, è stato arrestato insieme ad altre tre persone, tra le quali c’è il boss Michele Senese, ritenuto il più pericoloso personaggio criminale di Roma. Tutti e quattro sono responsabili in concorso tra loro, dell’omicidio di Giuseppe Carlino, assassinato a colpi d’arma da fuoco nel corso di un agguato a Pomezia, vicino Roma, il 10 settembre 2001.
Gli arresti sono stati eseguiti in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura della Repubblica di Roma – Dda ed emessa dal gip, a conclusione delle nuove indagini sul caso, effettuate dai carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci a seguito della recente riapertura del procedimento penale sull’omicidio.
Con la nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, la Procura della Repubblica di Roma ritiene che l’omicidio si sarebbe consumato nell’ambito di una spietata guerra tra cosche sul traffico di droga, contestando a Clemente il ruolo di esecutore materiale dell’omicidio, avendo fatto parte del gruppo di fuoco. Clemente tratto in arresto nella notte scorsa è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e condotto presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino. Per l’interrogatorio di garanzia in carcere, previsto per i prossimi giorni, che avverrà con le modalità della rogatoria, Clemente sarà assistito dagli avvocati Giovanni Adamo e Carmine Danna che cercheranno di tracciare immediatamente un’ adeguata linea difensiva per il proprio assistito.
I nuovi elementi emersi sarebbero rappresentati dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, che danno una diversa ricostruzione dei fatti e che fanno riferimento a colloqui avvenuti in carcere con altri esponenti della criminalità organizzata.

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