Nella giornata di ieri, i carabinieri della Stazione di Montefredane, nel corso di un normale servizio di pattugliamento e controllo del territorio, hanno accertato la presenza di un allevamento di cinghiali ubicato proprio sul confine col limitrofo comune di Prata di Principato Ultra. Al momento del sopralluogo, i militari dell’Arma hanno avuto la presenza di alcuni recinti, artigianalmente realizzati in pietra e recinzione in ferro, all’interno dei quali vi erano ben 11 cinghiali, tra maschi, femmine e cuccioli.
Alla vista di quell’allevamento palesemente improvvisato, i carabinieri di Montefredane hanno subito chiamato in ausilio il personale ispettivo dell’Asl di Avellino che, giunto sul posto, hanno corroborato gli accertamenti dei militari, evidenziando come l’allevamento fosse del tutto abusivo e senza alcun genere di titolo o autorizzazione. Di fatto, si è potuto accertare di come un agricoltore 38enne di Prata di Principato Ultra avesse costituito, su di un terreno agricolo di sua proprietà, un allevamento abusivo di cinghiali, composto di 11 capi privi di segni identificativi, senza essere in possesso delle necessarie autorizzazioni sanitario-veterinarie, né del previsto codice azienda per la rintracciabilità.
Per tali motivi, avendo contravvenuto alle ordinanze ministeriali e regionali in tema di allevamento, i carabinieri hanno deferito in stato di libertà l’uomo per i reati di allevamento abusivo e sottrazione del patrimonio faunistico dello Stato, sottoponendo a sequestro l’intera area e gli animali in essa allevati.





