LA POLEMICA . Il giorno dopo il sit-in davanti alla chiesa di Luogosano arriva la replica del parroco aspramente contestato dai fedeli. Don Ciriaco Vozella è stato ricevuto dal vescovo Marino e ha avuto la piena solidarietà in merito a quanto è accaduto l’altra notte e ieri mattina nel piccolo borgo della media valle del Calore. “Non ho rotto il portone quanto i poteri forti che stavano attorno alla parrocchia- spiega don Ciriaco Vozella sacerdote da quasi mezzo secolo-. Sono stato accusato ingiustamente da una frangia estremista di persone che hanno a sua volta coinvolto piccoli giovani e l’intera comunità di Luogosano solo perché ho deciso di gestire di persona alcune attività pertinenti la vita parrocchiale come il coro, il comitato festa, la confraternita e l’azione cattolica. Tutto questo ha sollevato polemiche e attacchi gratuiti e vili verso la mia persona e il mio operato sacerdotale ma non mi farò intimorire nè cederò a simili provocazioni”. Il vescovo ha garantito a don Ciriaco di tenere unita la comunità di Luogosano e di coinvolgerla in tutte le attività parrocchiali. “Da tempo- dice sempre don Ciriaco- i bambini non frequentavano la chiesa, la messa domenicale e il catechismo. Da quando sto in paese li ho coinvolti nuovamente, e così ho fatto per la scuola elementare e media raggiungendo quasi la totalità dei bambini con la gioia piena dei loro familiari. E adesso mi ritrovo invece accusato di aver provocato una lesione nel portone e perciò dovrei andare via dal paese”. Il parroco è pronto al perdono, al dialogo, e infatti già ieri mattina he benedetto le persone che protestavano all’ingresso della chiesa invitando la gente a disertare la funzione religiosa domenicale. Alcune domeniche prima un gruppo del paese già aveva disertato la messa andando in pellegrinaggio nel santuario di Frigento e a Pompei. I primi dissapori sono iniziati il mese scorso in occasione della processione di santa Lucia durante la quale don Ciriaco è stato preso in giro dopo aver richiamato alcuni esponenti del comitato festa che non seguivano in religioso silenzio il corteo.




