Inchiesta Dolce Vita, concluse le discussioni in aula. Si attende la decisione del gup sul rinvio a giudizio

Tribunali

Inchiesta Dolce vita, nuova udienza questa mattina nell’aula Gup del tribunale di Avellino, l’udienza per il procedimento che vede coinvolto l’ex sindaco Gianluca Festa (ha scelto il rito Immediato) e altri 26, tra ex amministratori, dirigenti e imprenditori.

 

Davanti al gup Mauro Tringali, si è discussa la posizione dei 27 indagati e la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal Procuratore Domenico Airoma, insieme al suo Aggiunto Francesco Raffaele e il sostituto procuratore Fabio Massimo del Mauro.

 

18 sono i capi di imputazione su 19 contestati sulla base delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Guardia di Finanza che dal settembre del 2023 al marzo del 2024 hanno indagato sull’ex primo cittadino di Avellino.Il comune di Avellino, rappresentato dall’avvocato Foreste, presidente dell’ordine degli avvocati di Napoli, si è costituito parte civile nel dibattimento.

 

L’udienza si è aperta con le dichiarazioni rese da Gianluigi Marotta che, in merito ad Eurochocolate ha affermato di averne completamente perso traccia “fino a quando l’evento non è stato pubblicizzato dai mezzi di informazione. Non solo ma anche di non aver avuto contatti e non essersi interessato allo svolgimento dell’iniziativa.Ha precisato che la delibera iniziale, collegata alle attività per il Capodanno, era stata sottoscritta insieme all’architetta Smiraglia unicamente in relazione all’organizzazione dell’evento di fine anno, mentre una modifica successiva, adottata il giorno seguente quando lui si trovava in ferie, sarebbe stata firmata solo dall’ex dirigente ex Smiraglia. Marotta ha ripercorso il proprio ruolo nel biennio 2023-2024, ribadendo di non aver preso parte a incontri di natura politica, né con l’ex sindaco né con gli altri imputati. Ha parlato di rapporti esclusivamente istituzionali con gli amministratori comunali e, in alcuni casi, di una frequentazione meno formale dovuta a conoscenze pregresse, escludendo tuttavia qualsiasi coinvolgimento diverso da quello professionale.

 

Ha inoltre confermato di essere stato contrario alla determina relativa a Eurochocolate e ha negato contatti con altri soggetti indicati come sponsor.In aula ha fatto riferimento anche al clima che, a suo dire, si respirava all’interno dell’ente, parlando di una situazione di tensione e di una forte attenzione mediatica. Ha affermato, tuttavia, di essere rimasto tranquillo fino alla notifica dell’avviso di garanzia e di non aver mai partecipato a commissioni di concorso né di essersi interessato alle relative procedure.

 

Nel corso delle sue dichiarazioni, Marotta ha riportato un episodio in cui avrebbe visto l’ex sindaco Festa, insieme ad altri ex amministratori, scambiarsi alcune buste. Ha spiegato di aver ritenuto si trattasse di auguri e che un riferimento, fatto in tono di battuta a presunti “diplomi”, sarebbe stato poi interpretato in modo diverso in un’intercettazione ambientale, da lui indicata come uno degli elementi all’origine del suo coinvolgimento nell’indagine.

 

Dichiarazioni spontanee sono state rese anche da M.C., difeso dall’avvocato Domenico Carchia, che ha ribadito la propria estraneità ai fatti contestati.

 

Successivamente ha preso la parola l’avvocato Salvatore Operetto, difensore di V.A. soffermandosi sul tema delle sponsorizzazioni che hanno riguardato il suo assistito. Il legale ha sottolineato come, a suo avviso, le iniziative sarebbero state condotte in modo trasparente e alla luce del sole, sostenendo che vi fosse un costante confronto preventivo con la società. Al termine del suo intervento ha formulato richiesta di non luogo a procedere.

 

È poi intervenuto nuovamente l’avvocato Saccone, che ha depositato memorie difensive e contestato le imputazioni, a partire da quella associativa. Nella ricostruzione accusatoria, Marotta verrebbe indicato come il soggetto incaricato di rendere operative le condotte contestate; una lettura che la difesa ha respinto, sottolineando come, al contrario, egli avrebbe spesso manifestato perplessità e contrarietà rispetto a determine prive di adeguata copertura finanziaria. Secondo il difensore, non vi sarebbero elementi probatori idonei a sostenere l’accusa nei confronti del suo assistito, per il quale è stato chiesto il proscioglimento.

 

L’avvocato Spiniello, legale difensore di G.C., ha avanzato la richiesta di assoluzione per il proprio assistito, sottolineando con decisione l’assoluta estraneità di Cucciniello rispetto a tutte le imputazioni formulate dall’accusa.

 

L’udienza si è conclusa con la replica del procuratore aggiunto Francesco Raffaele e del sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro. Nel corso dell’intervento è stato precisato che, in riferimento alle diverse informative, è emerso come un altro soggetto — la cui posizione è stata successivamente stralciata — fosse stato inizialmente iscritto nel registro degli indagati. Tale posizione è stata poi integrata nel febbraio 2024, pur essendo il ruolo attribuito considerato marginale.

 

L’episodio contestato riguarda il concorso al quale partecipava M.C.Secondo la ricostruzione dell’accusa, al termine della prova d’esame, l’architetta Smiraglia si sarebbe adoperata affinché alla candidata fosse riconosciuto il punteggio massimo. Il soggetto coinvolto, invece, avrebbe espresso forti perplessità su tale valutazione. Nonostante ciò, la Smiraglia avrebbe insistito nel perseguire tale esito. Da questo episodio deriva l’ipotesi di falso ideologico. In seguito, la posizione è stata stralciata in quanto, come precisato in aula, era stata iscritta solo per scrupolo investigativo nel quadro di un approfondimento che ha riguardato tutti i soggetti emersi nel corso dell’inchiesta.

 

Sul tema dell’utilizzabilità delle intercettazioni, la Procura ha ripercorso il quadro probatorio. Le difese hanno sostenuto che gli elementi di prova sarebbero riconducibili esclusivamente al primo decreto autorizzativo e che i successivi decreti di proroga ne avrebbero in qualche modo “assorbito” il vizio. Il magistrato ha tuttavia ribadito come l’autorità giudiziaria si sia già espressa più volte sul punto, affermando che il decreto originario risultava adeguatamente motivato. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini e le questioni sollevate sia in fase cautelare sia nell’udienza odierna presenterebbero, secondo l’accusa, una sostanziale sovrapposizione. Per questa ragione, anche le eccezioni relative all’inutilizzabilità non dovrebbero essere ritenute fondate. È stato inoltre sottolineato che, in relazione alle fattispecie di reato contestate, il ricorso alle intercettazioni è previsto dall’ordinamento.

 

Nel quadro delineato dalla Procura, emergerebbe l’esistenza di un gruppo organizzato e orientato al perseguimento di un obiettivo comune. In questo contesto viene attribuito un ruolo apicale a Fabio Guerriero, con una posizione che, nell’impostazione accusatoria, risulterebbe addirittura quasi paritaria rispetto a quella dell’ex sindaco Festa. La vicenda viene inquadrata come il frutto di un’azione unitaria, anche sotto il profilo giuridico, attraverso la contestazione di condotte riconducibili, tra l’altro, alla rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo l’ipotesi accusatoria, tali condotte sarebbero state finalizzate al raggiungimento di specifici obiettivi, tra i quali il superamento del concorso.

 

Il giudice per l’udienza preliminare Tringali si è ritirato in camera di consiglio. Ora si attende la decisione in merito all’eventuale rinvio a giudizio, che, secondo quanto si apprende, dovrebbe arrivare entro poche ore.

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