Diciotto anni di carcere per Giuseppe Di Vito: il 49enne di Bonito che un anno fa strangolò l’ex amante, Patrizia Pascuccio, 38 anni. Il delitto si verificò nell’abitazione della donna a Grottaminarda. La sentenza, con il rito abbreviato, è arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Sedici anni di carcere, invece, per Giuseppe Cilieggio, 38enne di Bonito, accusato di concorso in omicidio. L’altro complice di Di Vito, Antonio Petrillo, 45enne sempre di Bonito, accusato di favoreggiamento, non può usufruire del rito abbreviato: sarà giudicato col rito ordinario dal tribunale di Ariano Irpino. I giudici del Tricolle hanno comminato a Di Vito e a Cilieggio pene più severe di quelle richieste dal pubblico ministero. Stando a quanto emerso dalle indagini, i due entrarono nella casa della Pascuccio perché voleva recuperare la somma di tremila euro che la donna non aveva restituito all’amante. Ne scaturì una lite: Di Vito strangolò la donna e poi insieme al complice tentò di simulare una rapina nell’abitazone di via Nazionale. Ad inchiodare i due, le intercettazioni telefoniche nei giorni seguenti all’omicidio.

