IL GIALLO – Un anno e mezzo dopo resta il mistero sulle cause della tragica morte della giovane britannica Claire Martin, mamma di un bambino, e restano molti dubbi sulle modalità investigative che hanno portato la Procura della Repubblica di Ariano Irpino ad archiviare il caso come suicidio. Dalle colonne del quotidiano ‘La Repubblica’ i genitori della giovane, sposata con uno chef di origini napoletane ma residente a Carpignano, una grossa frazione di Grottaminarda, sollevano forti perplessità sulla disgrazia occorsa alla figlia e lanciano l’ennesimo appello agli inquirenti a non chiudere il caso di Claire e a fare ulteriore chiarezza sulla disgrazia occorsa in quella soleggiata mattina di marzo dello scorso anno alla congiunta. I familiari, dunque, si oppongono con fermezza all’archiviazione del caso, e soprattutto non ci stanno a far passare quella morte come un suicidio. Un giallo in piena regola? Sembrerebbe proprio di sì stando alle ripetute invocazioni dei genitori di Claire Martin a non insabbiare o depistare il caso, e alle reticenze di chi conosceva la giovane che lavorava come cameriera in un noto locale di Melito Irpino. Secondo i genitori Claire non aveva alcun motivo di togliersi la vita, e poi in quel modo. Era felicemente sposata, aveva un bimbo e sperava quanto prima di trasferirsi in Germania dove nel frattempo lavorava il marito. Mentre la magistratura irpina si avvia alla chiusura definitiva del caso la famiglia Martin dall’Inghilterra è pronta a impugnare documenti e atti per rendere giustizia alla memoria di Claire.






