Frutta di dubbia provenienza: maxi sequestro a Montoro Superiore

Sequestrato a Montoro Superiore un intero furgone di frutta, per un peso complessivo di quasi 5 quintali, posta in vendita da un ambulante sprovvisto d’autorizzazione al commercio. A seguito delle verifiche richieste dalle Fiamme Gialle all’Azienda Sanitaria Locale, i prodotti ortofrutticoli sequestrati sono stati inoltre oggetto di immediata confisca ed avviati alla distruzione per l’impossibilità d’attestarne la commestibilità in conseguenza dell’assenza di documentazione di provenienza. Questo sono stati gli esiti di un’attività di servizio che, inserita nel consueto piano di controllo economico del territorio disposto dal Comando Provinciale, è stata portata a termine nella mattinata di ieri dagli uomini della Tenenza di Solofra, agli ordini del maresciallo aiutante Giovanni Caruso. L’operazione è stata originata da un controllo finalizzato alla verifica del regolare rilascio di scontrini fiscali da parte di un venditore ambulante, intento in località Aterrana alla commercializzazione di prodotti ortofrutticoli a bordo del suo furgoncino. Il controllo evidenziava sin da subito specifiche violazioni di carattere tributario: il constatato omesso rilascio del documento fiscale era motivato da concreta impossibilità all’emissione per l’assenza tout court del misuratore fiscale. L’ambulante, un 36enne di Nocera Inferiore, era quindi accompagnato presso gli uffici della Tenenza per gli approfondimenti del caso e per dar via a tutte le opportune verifiche circa provenienza e commestibilità di quanto posto in vendita, circa 500 chilogrammi di frutta e verdura detenute alla rinfusa a bordo del furgoncino, prodotto in ogni caso già destinato ad essere oggetto di sequestro amministrativo per l’assenza delle autorizzazioni alla vendita in capo al commerciante ambulante. L’intervento di funzionari dell’Azienda Sanitaria Locale di Avellino (Dipartimento di Prevenzione), immediatamente intervenuti su richiesta dei finanzieri, attestava ufficialmente l’impossibilità di porre in vendita i prodotti ortofrutticoli per l’assenza di documentazione in grado di provarne la provenienza e di comprovarne salubrità ed edibilità. Al sequestro amministrativo della frutta seguiva quindi, seduta stante, un immediato provvedimento di confisca, con contestuale disposizione di provvedere alla distruzione di quanto sequestrato.

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