Crac supermercati Alvi, sequestrati beni per 2,5 milioni a Villani

Beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 2 milioni e mezzo di euro sono stati sequestrati alla famiglia Villani per il crack Alvi dalla guardia di finanza di Salerno. Si tratta di orologi di valore, proprietà immobiliari e denaro contante, ritenuti frutto dei proventi derivanti dai reati di natura fallimentare commessi nell’amministrazione dell’Alvi e delle società collegate. I finanzieri della Polizia tributaria diretti dal tenente colonnello Antonio Mancazzo hanno eseguito il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta della procura. I finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato ventidue rapporti bancari riconducibili alle persone indagate, 22 orologi del valore complessivo di oltre 100 mila euro, la somma contante di oltre 140 mila euro depositata in una cassetta di sicurezza di un istituto di credito di Mercato San Severino in uso al cognato di Angelo Villani; tre immobili nei comuni di Nocera Superiore e Roccapiemonte per un valore di 350 mila euro; le quote sociali dell’azienda «I prodotti del sole S.r.l» di Fisciano, risultata destinataria di ingenti pagamenti da parte dell’Alvi e delle altre società collegate effettuati nel 2009. Infine, è stato sequestrato anche l’immobile di proprietà di Angelo Villani a sala Abbagnano a Salerno. I finanzieri hanno accertato che i pagamenti corrispondenti alla quasi metà del mutuo gravante sull’immobile, per un importo di circa 650 mila euro, sarebbero stati effettuati con somme di denaro derivanti dai proventi distratti dall’attività dell’ Alvi. L’immobile per gli investigatori è considerato frutto dei reati di bancarotta fraudolenta contestati ad Angelo Villani.

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