Avrebbero ottenuti soldi per far superare la prova selettiva del concorso per la specializzazione nell’insegnamento di sostegno bandito dall’Università di Cassino: sono state chiuse le indagini per trenta indagati.
Quattro gli irpini – residenti a Montoro e Atripalda – che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini insieme altri indagati. A scoprire il presunto giro di mazzette per avere in anteprima le domande della prova selettiva del luglio 2023 la Guardia di Finanza e la Procura di Cassino.
Il caso emerso a gennaio 2025 quando sono scattati gli arresti per due docenti dell’università di Cassino ed il titolare di una scuola privata di formazione con sede a Sora, mentre un direttore dell’ateneo è indagato. Le accuse – mosse a vario titolo nei loro confronti – sono di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio in concorso.
La pubblica accusa sostiene che gli indagati abbiano truccato i concorsi per conseguire il cosiddetto Tfa cioè la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. Lo avrebbero fatto in cambio di 15mila euro a candidato, corrisposti in tranche da 5mila euro ciascuna, nell’imminenza di ciascuna delle tre fasi del Concorso bandito per l’anno 2022/2023 dall’Università.
Gli indagati irpini sono difesi – tra gli altri – dall’avvocato Fabio Tulimiero che ha già fatto richiesta di interrogatorio.

