Si chiuderanno oggi gli interrogatori di garanzia per i sette detenuti raggiunti da una misura cautelare bis con l’ accusa di omicidio aggravato di Paolo Piccolo, il detenuto deceduto il 18 ottobre scorso dopo un anno circa di agonia a causa delle conseguenze del brutale pestaggio subito nel carcere di Bellizzi Irpino il 22 ottobre del 2024. Qualche giorno fa il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza ha firmato le sette misure cautelari per gli indagati, che già erano sotto processo per il tentato omicidio, a seguito del decesso del ventiseienne di Barra, contenente la nuova e più grave contestazione di omicidio aggravato.
Davanti al Gip sono comparsi e lo faranno nelle prossime ore i sette presunti autori del pestaggio mortale. . L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale irpino su richiesta della Procura, è stata eseguita dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Penitenziaria, chiudendo un’indagine che ha svelato una faida violenta tra gruppi criminali all’interno delle celle.
Tutto è iniziato la sera del 22 ottobre 2024, nella Casa circondariale “A. Graziano” di Bellizzi Irpino. Quella notte, una lite tra fazioni rivali è degenerata nel caos. Due agenti della Penitenziaria sono stati sequestrati e picchiati, mentre Paolo Piccolo, 26 anni, originario del quartiere Barra di Napoli, è stato aggredito con ferocia inaudita. Gli hanno reciso il lobo dell’orecchio, inflitto ferite profonde alla testa con bastoni e oggetti taglienti, rotto un braccio e colpito con almeno 26 coltellate, sfondandogli il cranio. Trasportato d’urgenza all’ospedale Moscati di Avellino, è entrato in coma, in prognosi riservata. Paolo era in prigione dal 2019 per reati legati alla detenzione e allo spaccio di droga. La famiglia, supportata dal garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, ha lottato per mesi chiedendo un trasferimento in una struttura adatta alla riabilitazione, ma senza successo. Dopo quasi un anno di agonia, il 18 ottobre 2025, Paolo è morto al Moscati, senza mai riprendersi dallo stato vegetativo.


